CINA. Le auto elettriche costano quanto quelle a benzina, settore lusso incluso

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I tradizionali colossi occidentali dell’auto si trovano ad affrontare una crisi esistenziale, che rischia di essere esiziale: per molti decenni, le aziende automobilistiche hanno puntato sui motori a combustione interna, assai più redditizi di altre forme come quelli elettrici. Oggi, se non si adattano, rischiano di scomparire. Dal mercato cinese in primis.

Per rilanciare il mercato con suoi strumenti normativi, a partire da giugno 2010, il governo cinese ha emesso diversi programmi di incentivi per i veicoli a nuova energia, New Energy Vehicles, e ha riaffermato la loro priorità nel suo 13° piano quinquennale. Nel 2019, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, in Cina c’erano già 2,58 milioni di veicoli elettrici a batteria, Battery Electric Vehicles, Bev, contro lo 0,97 milioni in Europa e 0,88 milioni negli Stati Uniti.

La Cina ha anche più caricabatterie da casa e da lavoro di qualsiasi altra parte del mondo, più caricabatterie pubblici lenti del resto del mondo messi insieme, e l’82% delle installazioni globali di caricabatterie veloci, riporta Atf.

Il piano di credito duale rinnovato quest’anno dal ministero dell’Industria e dell’Information Technology continua a far avanzare ogni segmento dell’industria attraverso il fabbisogno di crediti per i veicoli a nuova energia, pari al 14% della produzione totale di automobili nel 2021, al 16% nel 2022 e al 18% nel 2023, così come il fabbisogno di consumo medio aziendale di carburante, che farà anche salire la bilancia rendendo i veicoli tradizionali più costosi. Questo assicura che Pechino raggiunga l’obiettivo del “Made in China 2025” di trasformare il 25% dei 35 milioni di veicoli in nuovi veicoli ad energia, che sarebbero più del doppio della media globale prevista dell’11% nel 2025.

Le aziende automobilistiche cinesi sono state le prime a produrre veicoli elettrici e a concentrarsi sul mercato mainstream. Il mercato mainstream è il più impegnativo per raggiungere la parità di prezzo, in quanto i veicoli tradizionali in questo segmento sono altamente ottimizzati per i costi e i clienti sono estremamente sensibili al prezzo. Per questo motivo, le politiche governative, come gli schemi di agevolazioni fiscali, sono state attentamente studiate per penetrare l’economia di questo segmento e contribuire a guidarne la transizione verso l’elettrico.

Nuovi operatori come si concentrano sul segmento lusso simile a Tesla, e hanno raccolto importanti finanziamenti di venture e sono quotati nelle borse statunitensi. Anche se una frazione delle dimensioni del mercato mainstream, poiché il segmento dei clienti di lusso tende ad essere meno sensibile al prezzo e valorizza la tecnologia, il design e le esperienze, queste aziende sono le prime a raggiungere la parità di prezzo con i veicoli tradizionali di lusso.

Negli ultimi mesi è emerso un mercato a bassa gamma tanto che la nuova Hong Guang Mini EV di China WuLing è diventata rapidamente la più venduta con 15.000 consegne nell’agosto 2020. Il prezzo di questa macchina è di 28.800 renmimbi, pari a 4.104 dollari, senza sovvenzioni, e questo punto di prezzo è reso possibile da una batteria da 90 dollari/kWh con sistema di gestione intelligente delle batterie attraverso il loro partner Octillion. Data l’ampia copertura ferroviaria ad alta velocità in Cina, questi veicoli di bassa gamma sono tutto ciò che è necessario per risolvere le esigenze di trasporto locale. L’entusiasmo per questa vettura è stato paragonato a quello del Maggiolino Volkswagen.

Nonostante gli shock negativi del 2020, durante questo anno si deve segnalare l’enorme successo tecnologico dell’industria dei veicoli elettrici per raggiungere la parità di prezzo con i veicoli a combustione interna, raggiungendo il prezzo di 100 dollari al kWh, rendendo un veicolo elettrico equivalente in termini di costo ai veicoli tradizionali.

I prezzi delle batterie Tesla sono scesi di oltre l’80% in questo decennio, passando da 1.100 dollari/kWh nel 2010 a 156 dollari/kWh nel 2019, e si prevede che raggiungeranno i 100 dollari/kWh nei prossimi anni. Le aziende cinesi produttrici di batterie hanno già superato questa soglia a 80 dollari/kWh nel 2020.

L’intelligenza artificiale, Internet mobile e l’autonomia possono avere un ulteriore impatto sull’industria automobilistica come modo di consumare i trasporti. I controlli di precisione necessari per l’autonomia sono abilitati dai propulsori elettrificati, tuttavia i tempi dello sviluppo tecnologico, le questioni normative e geopolitiche sono meno certi, poiché l’impatto si ripercuoterà su tutta la catena di fornitura globale. L’industria petrolifera potrebbe vedere scomparire 1,3 milioni di barili al giorno di domanda per ogni 100 milioni di veicoli elettrici.

Lucia Giannini