CINA. L’accordo economico con l’UE somiglia molto a quello con l’Italia

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L’Unione europea e la Cina hanno fatto una dichiarazione congiunta dopo il vertice del 9 aprile a Bruxelles, nonostante non fosse previsto al 100 per cento. Il comunicato includeva critiche rivolte direttamente all’amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottolineando che entrambe le parti sono impegnate nella lotta contro “l’unilateralismo e il protezionismo”.

Mentre c’è un continuo ottimismo sul fatto che gli Stati Uniti e la Cina porranno fine ad una costosa battaglia tariffaria, che la maggior parte degli economisti concorda sul fatto che ha causato danni collaterali sostanziali all’economia globale, riporta Asia Times, Trump ha detto che si sta preparando ad utilizzare strumenti adeguati per rispondere agli alleati di Washington in Europa. Grazie alle sovvenzioni dell’Ue per il costruttore di aerei Airbus, gli Stati Uniti «ora metteranno tariffe su 11 miliardi di dollari di prodotti Ue», ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Twitter. È aperto, infatti, un arbitrato dell’Organizzazione mondiale del commercio che riguarda  anche le accuse di sovvenzioni statunitensi a favore di Boeing mosso da parte dell’Ue, per le quali Bruxelles sta preparando misure di ritorsione.

La dichiarazione congiunta Ue-Cina ha, inoltre, affrontato le preoccupazioni sollevate da Bruxelles sulle pratiche economiche cinesi, compreso il trasferimento forzato di tecnologia; l’Ue ha detto che non seguirà gli Stati Uniti nella loro guerra commerciale per spingere la Cina ad attuare riforme ma preferisce ricorrere ad un trattato sugli investimenti come modo ideale per risolvere le controversie, pur riconoscendo che non ci si sta muovendo abbastanza velocemente e che le offerte della Cina sono modeste.

In teoria, c’è un accordo su tre fronti piuttosto delicati: un complesso e ampio accordo di investimento Ue-Cina da firmare entro la fine del prossimo anno; Pechino si impegna sempre più a cancellare le sovvenzioni industriali e l’obbligo di trasferimenti tecnologici; e una sostanziale apertura del mercato cinese alle imprese dell’Ue. L’Unione è il più grande mercato combinato del mondo e il primo partner commerciale della Cina, mentre la Cina è il secondo partner commerciale dell’Ue. Quindi, l’Ue non ha definito la Cina come “rivale sistemica” e non ci sono state accuse di commercio “sleale” lanciate a Pechino.

Fondamentalmente, Bruxelles e Pechino sembrano finalmente impegnate a costruire una sorta di sinergia tra le Nuove Strade della Seta, o Belt and Road Initiative, Bri, e il progetto UE Connecting Europe and Asia, che in teoria dovrebbe progredire insieme alla Rete di trasporto transeuropea, la nuova connettività ferroviaria, stradale e aerea.

Graziella Giangiulio