CINA. La guerra sottomarina di Pechino

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Pechino starebbe costruendo un’altra base nel Mar Cinese Meridionale per l’utilizzo di veicoli sommergibili con e senza equipaggio. La base sarebbe situata a Sanya, una città sul bordo meridionale dell’isola cinese di Hainan, riporta Asia Times.

Il Renmin Ribao (Giornale del Popolo) riportava che i lavori di completamento del nuovo centro di ricerca a Sanya per l’esplorazione marittima e la raccolta dei dati saranno terminati entro il 2019. La base, i cui costi di costruzione sono stimati a circa 85 milioni di dollari, sarà gestita dall’Accademia cinese delle Scienze. Secondo quanto riportato, l’impianto può servire da cinque a sette veicoli subacquei con e senza equipaggio, alcuni dei quali possono raggiungere profondità di 4.500 metri, sott’acqua. I sommergibili potrebbero essere utilizzati per raccogliere informazioni sulle navi delle marine straniere che conducono le operazioni “libertà di navigazione” nel Mar Cinese Meridionale, lavorando a fianco dei sottomarini e delle navi della Marina dell’Esercito di Liberazione del Popolo, riporta Asia Times.

Il 10 aprile scorso il China Daily riportava la notizia che il nuovo sommergibile con equipaggio, Shenhai Yongshi, “Guerriero del mare profondo”, era tornato da una spedizione subacquea di 50 giorni; missione che l’Accademia delle Scienze di Pechino ha definito «un altro risultato per la Cina nello sviluppo di sommergibili con equipaggio d’alto mare».

Gli Usa non hanno tardato a rispondere: «La Cina ha identificato la guerra sottomarina come una priorità, sia per aumentare le proprie capacità che per sfidare le nostre», ha dichiarato al Congresso il comandante della flotta degli Stati Uniti, l’ammiraglio Philip Davidson, durante un’udienza per la sua nomina a prossimo capo del Comando degli Stati Uniti per il Pacifico. «I cinesi stanno investendo in una serie di piattaforme, tra cui sottomarini più silenziosi armati di armi sempre più sofisticate, veicoli subacquei senza equipaggio, nuovi sensori e nuovi aerei antisom ad ala fissa e ad ala rotante (…) E stanno anche perseguendo altre tecnologie per fornire loro una migliore comprensione delle nostre operazioni nel settore sottomarino», ha detto l’Ammiraglio, ripreso da Sputnik.

Antonio Albanese