CINA. La burocrazia cinese copia quella di Washington

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La Cina ha presentato un piano per rinnovare la struttura del governo centrale, prevedendo un’ampia riforma della pubblica amministrazione. 

Secondo quanto riporta Scmp, questi radicali cambiamenti istituzionali fanno parte del piano di Xi Jinping per migliorare l’efficienza del partito al governo; sono previsti fusione delle autorità di regolamentazione del settore bancario e assicurativo, e la creazione di agenzie speciali per sorvegliare le questioni relative all’immigrazione e ai veterani.

Mentre il riallineamento del potere interno mira a rafforzare la regola del partito unico, la nuova formazione del governo somiglia alla struttura di Washington. Pechino sembra aver preso in prestito alcune idee dagli Stati Uniti per migliorare la sua struttura di governo.

Per esempio, il ministero degli Affari per i Veterani copia il Dipartimento degli Affari per i Veterani degli Stati Uniti, e l’Amministrazione della Pianificazione dell’Immigrazione è la risposta cinese al Servizio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti, riporta il quotidiano di Hong Kong.

Con una forte leadership centrale la riforma tende anche a porre termine alle guerre interne tra amministrazioni e alla mancanza di comunicazione tra di esse. Secondo il piano pubblicato il 13 marzo, il numero di enti a livello ministeriale dipendenti dal Consiglio di Stato, il governo della Cina, sarà ridotto di otto, mentre saranno chiuse anche sette agenzie di livello viceministeriale, fondendo le funzioni oggi in capo a diversi organismi di governo in un unico ministero.

Il piano di rimpasto, che dovrebbe essere approvato dal Congresso nazionale del popolo alla fine di questa settimana, segna uno dei più grandi cambiamenti nel governo centrale nella storia della Repubblica popolare cinese. L’ultimo rimpasto di scala simile è avvenuto nel 1998, quando il premier Zhu Rongji ha chiuso o fuso 15 ministeri e commissioni sotto il Consiglio di Stato. La nuova struttura mostra il desiderio di Pechino di creare una burocrazia più efficiente, simile a quella dei “paesi sviluppati” che hanno in genere una ventina di organi ministeriali.

Luigi Medici