Italia-Cina, forte la cooperazione sulle energie rinnovabili

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Il mercato delle energie rinnovabili in Cina è in forte espansione ed offre alle industrie e alle Pmi italiane prospettive di investimento. Il Pil della Cina registra una crescita annuale media intorno al 7%, ma una parte di questa crescita viene erosa dal degrado ambientale. Per tale motivo lo Stato asiatico ha avviato un programma di sviluppo delle energie pulite, chiedendo, già 1999, un sostegno alle istituzioni ed alle imprese italiane in virtù del vantaggio tecnologico nel settore.

La collaborazione tra Italia e Cina in materia di sviluppo sostenibile si è consolidata attraverso varie fasi: nel 2000 il Ministero dell’Ambiente italiano e quello cinese hanno avviato un Programma di Cooperazione Ambientale ed è stata istituita, con la collaborazione dell’Istituto nazionale del Commercio Estero (ICE), una task-force permanente con sedi a Pechino e Shanghai. L’Italia, successivamente, ha partecipato attivamente ai programmi per la gestione sostenibile delle Olimpiadi del 2008 e nel dicembre 2011; a Durban viene siglato un accordo che mira a stimolare la ricerca, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie low-carbon tra i due Paesi. Nel marzo scorso, infine, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e l’omonimo cinese Xie Zhenhua hanno firmato un protocollo d’intesa sulla cooperazione scientifica e tecnologica per lo sviluppo sostenibile che apre la strada a nuovi investimenti in tecnologie innovative italiane in Cina e in altri Paesi dove è rilevante la presenza cinese.
La task-force italo-cinese ha realizzato oltre 200 progetti aventi ad oggetto la tutela dell’ambiente, la promozione dell’efficienza energetica, lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni di gas serra, la diffusione di tecnologie e metodi per un’agricoltura sostenibile, la bonifica di siti inquinati, la formazione delle classi dirigenti cinesi in ambito ambientale ed energetico, coinvolgendo grandi imprese e Pmi italiane selezionate dagli organi cinesi preposti.
Si stima che il valore complessivo dei progetti già realizzati o in corso di realizzazione ammonta a 342 milioni di euro, di cui 180 cofinanziati dal ministero dell’Ambiente italiano ed essi hanno costituito il volano per ulteriori progetti, affidati dalle autorità cinesi alle imprese italiane senza il cofinanziamento del ministero, in settori chiave della crescita sostenibile dell’economia cinese, muovendo investimenti per oltre 1.240 milioni di euro. Risultato della cooperazione tra istituzioni scientifiche e imprese italiane e cinesi sono, ad esempio, l’istallazione a Shanghai nel 2006 della prima microturbina ad alto rendimento per la trigenerazione e la realizzazione, seguendo i criteri di sostenibilità ambientale, del “4 C Building” di Pechino, sede dell’autorità preposta alla gestione ed al controllo delle attività relative all’attuazione di Accordi Ambientali Multilaterali.
La Cina negli ultimi anni sta cambiando il suo modello di sviluppo economico, orientandosi verso una nuova fase di crescita sostenibile e paritaria e in 5 anni ha investito più di 310 miliardi di euro nel campo delle rinnovabili. In questo contesto, si aprono nuove opportunità per le imprese italiane che operano nel settore della green economy, anche perché il mercato cinese sta diventando più sofisticato, competitivo e flessibile, sempre in cerca di tecnologie e competenze straniere.