Cina: in galera per un “like”

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CINA – Pechino 08/07/2015. La Cina ha reso pubblico un progetto di legge sulla sicurezza informatica ritenuto troppo vago e capace di lasciare ampi poteri di censura alle autorità centrali di Pechino.

Il partito comunista controlla un vasto sistema di censura, chiamato il Grande Muro di Fuoco, che blocca i siti o i contenuti di siti Internet che pubblicano commenti su temi considerati sensibili, riporta Channel News Asia. La proposta di legge dovrà «garantire la sicurezza della rete, salvaguardare la sovranità del cyberspazio e la sicurezza nazionale», si legge nel disegno di legge, reso pubblico il 6 luglio, sul sito web del Congresso Nazionale del Popolo, ma annunciato dai media di Stato l’8 luglio. Gli internauti non dovranno «turbare l’ordine sociale, e danneggiare l’interesse pubblico», si legge nel progetto; questo provvedimento si inserisce nella sferzata autoritaria che la Cina ha recentemente intrapreso, varando tra le altre cose una legge per la sicurezza nazionale che espande la sua portata giuridica su Internet e persino sullo spazio esterno. Il giro di vite su Internet è iniziato nel 2013, oggi prende di mira gli attivisti; centinaia di blogger e giornalisti cinesi sono stati arrestati, proprio per affermare un maggiore controllo su mezzi di comunicazione sociale. In base alla nuova normativa, gli utenti cinesi rischiano tre anni di carcere per aver scritto messaggi diffamatori che vengano re-inviati 500 volte o se sono stati visualizzati oltre 5.000 volte.