CINA. Iniziato il programma “sconosciuto in casa”

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Il governo cinese vuole che i membri del Partito comunista e i funzionari pubblici vivano con gli uiguri nella provincia dello Xinjiang per promuovere la “coesione sociale”. Non solo gli uiguri, ma anche i funzionari pubblici hanno opposto resistenza a questa idea. La nuova iniziativa fa parte di una serie di misure volte a “promuovere la comunicazione e l’interazione tra le diverse minoranze etniche”, riporta Asia Times.

Il Renmin Ribao, il Giornale Popolo, ha riferito che da settembre più di 1,1 milione di funzionari pubblici dello Xinjiang, la maggior parte dei quali appartenenti alla razza Han, si sono uniti a circa 1,7 milioni di uiguri, kazaki e hui assieme alle famiglie per diffondere le politiche di Pechino ed eliminare l’estremismo etnico-religioso. In prefetture come Kashgar, Hotan e Aksu nelle zone più a rischio dello Xinjiang meridionale al confine tra Afghanistan e Pakistan, dove gli uiguri rappresentano ancora quasi la metà della popolazione locale, ai dipendenti governativi è stato detto di trasferirsi nelle case delle famiglie uigure per «formare legami di fratellanza vivendo sotto lo stesso tetto».

Gli uiguri definiscono questa campagna come lo schema di sorveglianza “sconosciuto in casa”. È stato anche riferito che i membri delle guarnigioni locali dell’Esercito di liberazione del popolo, così come quelli del Corpo di polizia armato dello Xinjiang e del Corpo paramilitare di produzione e costruzione dello Xinjiang, hanno effettuato delle “visite domiciliari” a 49 milioni di residenti etnici in tutta la regione.

Le visite domiciliari e il programma di convivenza è stato implementato per la prima volta due anni fa in queste prefetture del sud del paese e si sta ora diffondendo in tutto lo Xinjiang, compresa la capitale Urumqi. Lì, alcuni dipendenti governativi hanno dovuto dormire a proprie spese nelle scale o prenotare camere negli alberghi vicini, dopo che le famiglie cui erano stati assegnati a vivere si erano rifiutate di farli entrare.

Anche in alcune comunità uiguri di Urumqi, le tensioni stavano aumentando in seguito alle intrusioni degli Han. In passato, i residenti di diverse razze della città tendevano a riunirsi nelle proprie comunità per ridurre al minimo i conflitti derivanti dalle diverse credenze religiose e costumi.

Luigi Medici