Il triangolo asiatico

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STATI UNITI D’AMERICA – 27/09/2014. India Cina e Giappone, il triangolo asiatico alla prova dei fatti.

A latere della plenaria delle Nazioni Unite, il 25 settembre il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e quello indiano Sushma Swaraj, hanno deciso di sviluppare ulteriormente le relazioni tra i due giganti asiatici vicini. secondo la Xinhua, Wang ha detto che la storica visita del presidente Xi Jinping in India ha favorito la comprensione e l’amicizia tra i leader dei due paesi e reso i due popoli più vicini.
Le relazioni Cina-India stanno vivendo un periodo cruciale di opportunità, per il ministro degli Esteri cinese; le due parti dovrebbero attuare il piano strategico per lo sviluppo delle relazioni bilaterali stabilite dai leader dei due paesi, mantenere le interazioni di alto livello, aumentare la fiducia reciproca, approfondire la cooperazione pratica, intensificare gli scambi amichevoli tra i due popoli, fare uno sforzo concertato per costruire un partenariato più stretto, e attualizzare quello strategico e di cooperazione bilaterale.
Da parte sua, Sushma Swaraj ha detto che il popolo indiano ha accolto dal fondo del suo cuore la visita del presidente Xi. La visita è stata un enorme successo e ha significativamente migliorato la cooperazione pratica tra i due paesi, ha poi aggiunto, dicendosi pronto a scrivere un nuovo capitolo delle relazioni tra India e Cina.

Può sembrare sconcertante dato il successo della visita di Xi Jinping, e i 16 accordi firmati, leggere ancora dai media di entrambi i paesi la retorica della “guerra regionale”. Una cosa simile accadde quando il vice presidente, indiano, Hamid Ansari si recò in visita a Pechino nel mese di giugno per tre accordi di cooperazione. La Cina, dopo la sua visita, fece uscire una mappa indicante le zone contese. Il primo ministro Narendra Modi aveva ricordato quesiti fatti senza menzionare direttamente la Cina durante il suo recente viaggio in Giappone, concorrente asiatico di Pechino.
se la Cina si è impegnata a investire 20 miliardi di dollari in progetti industriali e infrastrutturali in India, in un arco di cinque anni e 10 miliardi di dollari in altri paesi dell’Asia meridionale; il Giappone ha promesso di investire 35 miliardi di dollari per la costruzione di città intelligenti e infrastrutture di nuova generazione nello stesso periodo. Inoltre, il Giappone si è impegnato prestito di 50 miliardi di yen per l’India Infrastructure Finance Company Ltd utilizzabili per sviluppare ​​progetti infrastrutturali pubblico-privati in India.
È quindi comprensibile che l’atteggiamento del Giappone verso l’India e della Cina con l’India poggino su diverse basi. Pechino considera l’India più come un rivale “amichevole”; l’India ha una lunga disputa di confine irrisolta con la Cina che Xi Jinping ha definito «residuo della storia». Jingping ha detto che all’India può essere accordata la piena adesione alla Shanghai Cooperation Organisation (Sco) è l’India è disponibile a sostenere l’adesione della Cina alla Saarc. Si tratta di un dato rivelatore dell’ambizione di Pechino di giocare un ruolo dominante nell’Asia del Sud di cui non è geograficamente una parte.
Alcuni accordi firmati tra i due paesi sono degni di nota come la creazione di parchi industriali a Pune, Maharashtra e del Gujarat, la cooperazione tra la provincia di Gujarat e del Guangdong, di Mumbai e Shaghai, di Ahmedabad e Guangzhou, oppure l’accordo per aumentare la velocità sulla linea ferroviaria esistente da Chennai a Mysore via Bangalore, formando 100 ferrovieri indiani, riqualificare le stazioni ferroviarie esistenti e creare una università ferroviario in India e la cooperazione su un progetto ferroviario ad alta velocità. La Cina ha accettato di costruire un percorso alternativo per i pellegrini indiani diretti al lago Kailash Mansarovar attraverso il passo di Nathula, Sikkim, la co-produzione di film, l’esplorazione dello spazio esterno per scopi pacifici, la cooperazione nella cultura e misure specifiche per migliorare l’accesso al mercato agricolo e farmaceutico indiano prodotto in Cina. Ma si tratta sempre di accordi che servono a tenere a bada un vicino ritenuto “pericoloso”, Pechino usa la massima di Sun Tzu: «Vincere il nemico senza combatterlo», l’India, sembra non se ne sia ancora accorta.