CINA. In difficoltà i creditori internazionali di Pechino

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La maggior parte degli aiuti stranieri di Pechino assumono la forma di prestiti, ma ci sono al momento seri dubbi su come alcuni dei beneficiari rimborseranno Pechino. Lo studio realizzato da AidData, utilizzando ricercatori dell’Università di Heidelberg in Germania, dell’Università di Harvard e del College of William and Mary negli Stati Uniti, indica che la Cina stava per superare gli Stati Uniti come maggiore donatore di aiuti esteri al mondo. Tra il 2000 e il 2014, la Cina ha dato quasi 354,4 miliardi di dollari in aiuti e altre forme di sostegno a 140 paesi; nello stesso periodo gli Stati Uniti hanno speso 394,6 miliardi di dollari.

Inoltre, la ricerca AidData ha anche dimostrato che tra il 2000 e il 2014 la maggior parte degli aiuti cinesi, circa il 77% del totale, è stata offerta a tassi di mercato o vicini a quelli di mercato.

Il South China Morning Post ha condotto una ricerca esaminando i cinque più grandi progetti di aiuto cinesi in diversi continenti; il quotidiano di Hong Kong ha scoperto che alcuni dei maggiori debitori del paese sono in difficoltà nel ripagare i prestiti.

Russia
La statale Rosneft è il maggior creditore della Cina nella relazione di AidData, con due prestiti per un valore totale di 34 miliardi di dollari dalla China Development Bank nel 2009.
La cifra è pari a quasi il 10% della spesa totale per gli aiuti esteri della Cina nel periodo studiato da AidData. I prestiti sono stati concessi per migliorare l’operatività della compagnia petrolifera, compresa la fornitura annuale di 15 milioni di tonnellate di petrolio alla Cina nell’arco di 20 anni a partire dal 2011.
Rosneft prevede di pagare in media il 5,69% di interessi annui su 15 miliardi di dollari in 20 anni. Al vertice Brics di Xiamen, la Cefc China Energy ha firmato un contratto che prevede una partecipazione del 14% in Rosneft. Rosneft ha sofferto a causa del calo dei prezzi globali del petrolio e delle sanzioni statunitensi.

Mali
Nel 2014, la Cina ha accettato di concedere un prestito di 8 miliardi di dollari Usa per una ferrovia dallo Stato dell’Africa occidentale, al porto di Conakry, capitale della vicina Guinea.
L’accordo è stato firmato dal Presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, al Forum economico mondiale di Tianjin. La China Railway Engineering Corporation ha accettato di costruire la ferrovia lunga 900 km.
Nel 2016, il Mali ha accumulato 1754 miliardi di dollari di debiti, il 22,6 per cento del suo Pil, secondo il Fmi, creando dubbi sulla sua affidabilità.

Pakistan
Sono in costruzione due centrali nucleari finanziate dalla Cina con prestiti della Export-Import Bank, che ha offerto un credito misto di 6,5 miliardi di dollari per finanziare i progetti nel 2014.
I reattori K-2 e K-3 sono costruiti dalla China National Nuclear Corporation, Cnnc; il K-2 è in costruzione dal 2015 e dovrebbe essere operativo dal 2021, mentre il K-3 è in costruzione dal 2016, e sarà operativo nel 2022. La banca cinese sta finanziando la maggior parte del progetto con 4 miliardi di dollari di credito preferenziale ad un tasso d’interesse del 2%, un credito dell’acquirente di 2,2 miliardi di dollari ad un tasso del 6% e un prestito agevolato ad un tasso dell’1%.

Venezuela
Nel 2013 la Cdb ha concesso un prestito di 4,02 miliardi di dollari alla petrolifera Petróleos de Venezuela.
L’accordo è stato firmato nella speranza di raddoppiare la produzione giornaliera di petrolio ed è stato sostenuto dalla joint venture Pdvsa – China National Petroleum Corporation, Cnpc. Il prestito è solo una parte dei 60 miliardi di dollari che il paese deve alla Cina.
Il Fmi ha previsto che l’inflazione raggiungerà il 2349 per cento nel 2018, e del 2069 per cento nel 2017. Il Venezuela sta cercando di rimborsare parte del suo debito totale verso la Cina con spedizioni di petrolio.

Ucraina
Nel 2014, due anni dopo che l’Export-Import Bank aveva concesso un prestito di 3,65 miliardi di dollari in cambio di forniture di grano, Pechino ha citato in giudizio Kiev per aver violato l’accordo.
La State Food and Grain Corporation of Ukraine avrebbe utilizzato una parte del prestito cinese per fornire colture ad altri paesi tra cui Etiopia, Iran, Kenya e alcuni gruppi dell’opposizione siriana. La Cina ha portato il caso al Tribunale Arbitrale Internazionale di Londra nel 2014 dopo aver ricevuto solo grano per un valore di 153 milioni di dollari, pari a 180.000 tonnellate. La sentenza è stata secretata.

Graziella Giangiulio