CINA. Gli intellettuali cinesi contro Xi Jinping presidente a vita

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In una lettera aperta, un gruppo di intellettuali cinesi hanno esortato i legislatori di Pechino a non votare il progetto per eliminare il limite di due termini per il presidente. Questa riforma costituzionale, se approvata, consentirà al capo dello Stato Xi Jinping di essere rieletto per un terzo mandato.

La lettera aperta, riporta Efe, che circola su WeChat,  social media equivalente cinese di Twitter, è stata scritta da un gruppo guidato da Li Datong, ex direttore della rivista Bingdian, legata alla Lega Giovanile del Partito Comunista, ed è indirizzata a 55 legislatori, che saranno chiamati a votare sulla proposta a marzo. Il gruppo di intellettuali ha avvertito che votare a favore del 14°emendamento alla Costituzione del 1982, che permetterebbe a Xi di continuare nel suo mandato come presidente della Cina dopo il 2023, sarebbe stato un passo indietro nella storia e avrebbe seminato il caos.

La lettera sostiene che il limite di due mandati, per un totale di 10 anni, termine stabilito nella Costituzione, mira a scoraggiare la dittatura personale e a impedire che un individuo diventi più importante del partito. Li ha invitato i legislatori di Pechino – una frazione dei quasi 3.000 legislatori che sono destinati a partecipare alla sessione plenaria annuale dell’Assemblea nazionale popolare nazionale – a votare contro la proposta.

Il Comitato Centrale del Partito Comunista della Cina aveva proposto, il 25 febbraio, di eliminare il limite di due termini per il presidente e il vice presidente del paese; l’emendamento dovrebbe essere votato e approvato dai legislatori alla fine della sessione plenaria annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo, che di solito si conclude entro metà marzo.

La spinta di Xi Jinping ad abrogare i limiti del termine della presidenza, un ufficio in gran parte nominale, potrebbe essere guidata in parte dalle sue ambizioni globali e dal desiderio di istituzionalizzare il partito comunista all’interno dello Stato, più di quanto non lo sia già, riporta Scmp. Anche se l’intenzione di Xi di rimanere al potere oltre i due quinquenni non è stata una sorpresa, l’annuncio di Pechino ha scosso il panorama politico. 

Nella politica cinese, il vero potere sta nelle posizioni del segretario generale del partito e del presidente della Commissione Militare Centrale, la Presidenza è il meno importante dei tre incarichi che detiene Xi. Dal momento che non c’è alcun limite scritto sul suo mandato come capo militare e di partito, Xi potrebbe teoricamente spezzare la tradizione e non dimettersi da questi due incarichi a scadenza del secondo mandato presidenziale. Ma non sarebbe in grado di incontrarsi da pari a pari con altri capi di Stato senza occupare la Presidenza. Xi Jimping sta seguendo le orme di Mao Zedong, fino che punto?

Antonio Albanese