CINA. Geolocalizzazione made in China: Beidou è operativa al 100%

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Il 23 giugno la Cina ha lanciato l’ultimo satellite nel suo sistema di geolocalizzazione, progettato per rivaleggiare con la rete Gps statunitense, segnando un passo importante nella sua corsa per la conquista di quote di mercato nel settore, assai lucrativo.

Le riprese delle telecamere a circuito chiuso dell’emittente televisiva statale del lancio nel Sichuan hanno mostrato l’esplosione del razzo su uno sfondo di montagne lussureggianti.

Il lancio del satellite Beidou-3GEO3 dal Centro di lancio del satellite Xichang era stato ritardato a causa di “problemi tecnici” non specificati, ha detto l’agenzia spaziale cinese, riporta Afp.

Il completamento della rete satellitare rende la Cina un attore principale nel mercato dei servizi di geolocalizzazione dal valore di un miliardo di dollari.

Beidou – che prende il nome dal termine cinese per la costellazione dell’aratro o “Grande Carro” – è destinato a rivaleggiare con il Global Positioning System (Gps) degli Stati Uniti, con il Glonass della Russia e con Galileo dell’Unione Europea.

La Cina ha iniziato a costruire il suo sistema di navigazione globale all’inizio degli anni ’90 per aiutare le auto, le barche da pesca e le petroliere oltre che i militari a navigare utilizzando i dati cartografici dei satelliti del paese.

Ora il servizio può essere utilizzato su milioni di telefoni cellulari per trovare ristoranti, stazioni di servizio o cinema nelle vicinanze, per guidare taxi e missili e far volare droni senza pilota.

La copertura fornita da Beidou, in uso commerciale dal 2012, è stata inizialmente limitata alla regione dell’Asia-Pacifico, ma il servizio è disponibile in tutto il mondo dal 2018. Il sistema funziona su una rete di circa 30 satelliti.

Secondo i media statali cinesi, circa 120 Paesi, tra cui Pakistan e Thailandia, utilizzano i servizi di Beidou per il monitoraggio del traffico portuale, per guidare le operazioni di soccorso durante i disastri e altri servizi.

Pechino conta sul suo progetto di infrastrutture globali della Belt and Road per convincere gli altri Paesi partecipanti a utilizzare la sua tecnologia nel tentativo di sottrarre quote di mercato al Gps – anche se alcuni esperti hanno messo in dubbio la sua capacità di farlo.

Maddalena Ingrao