CINA. Fondi imponenti per la “Differenziata”

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La Cina spenderà 252 miliardi di yuan, quasi 37 miliardi di dollari fino al 2020 per gestire il crescente problema dei rifiuti del paese.

Secondo un rapporto della Caixin, Commissione per lo sviluppo e la riforma, Ndrc, si prevede di destinare due terzi del denaro verso metodi “non nocivi” di smaltimento dei rifiuti domestici compresi l’incenerimento, la messa in discariche e il riciclo.
Tutte queste misure hanno lo scopo di ridurre l’inquinamento del suolo e quello delle acque provocato da simili rifiuti, si legge in una dichiarazione del 22 gennaio ripresa da Channel News Asia.

Ndrc ha anche detto che nelle prossime settimane, sarà annunciato un regolamento che rende obbligatorio per famiglie e imprese differenziare i rifiuti.

La commissione aveva detto nella sua dichiarazione che i sistemi di riciclo e riuso saranno definiti entro il 2020 per la cernita dei rifiuti domestici in alcune parti della Cina, come Pechino, Chongqing, Shanghai e Tianjin, così come nei capoluoghi di provincia, prima che i rifiuti vengono poi inviati in discarica.

Questo permetterà di incenerire tutte le sostanze organiche, riducendo la quantità dei rifiuti presenti in discarica.

Secondo Caixin, 1,4 miliardi di dollari sono stati stanziati per programmi pilota sulla differenziata per un lancio prima del 2020.

Ndrc ha detto che vuole ridurre la quantità di rifiuti domestici depositati in discarica ogni giorno da 501500 tonnellate nel 2015 a 477100 tonnellate entro il 2020.

La Cina, afflitta dallo smog, ha introdotto speciali tasse di protezione ambientale specifici del settore a dicembre 2016, imponendole tra l’altro alle aziende che emettono livelli elevati di carbonio e che producono “rifiuti pericolosi”.
In Occidente, il riciclaggio è generalmente considerato come una attività civica, responsabile e verde. In Cina, invece, il riciclaggio è un’attività economica guidata dal mercato desideroso di garantirsi materie prime a basso costo per i produttori. L’industria del riciclo della Cina impiega più persone di qualsiasi altra industria, tranne l’agricoltura, riporta China Briefing. Si stima che i lavoratori migranti raccolgano oltre il 90 per cento delle bottiglie di Pechino.

Questo esercito di riciclatori informali generalmente preferisce mantenere l’anonimato verso il governo e non paga le tasse. Sono spesso visti in bicicletta attraverso la città con rimorchi improvvisati raccogliere materiali riciclabili dai bidoni della spazzatura, contenitori per il riciclaggio, e rifiuti per le strade. Questi raccoglitori fanno regolarmente accordi con le guardie di sicurezza degli edifici per uffici e con i proprietari di piccole imprese e ristoranti per raccogliere i loro rifiuti riciclabili.

Anche se questi collettori riempiono efficacemente il vuoto lasciato dai servizi pubblici, spesso non adeguati, una considerevole quantità di rifiuti riciclabili finiscono ancora in discarica. Inoltre, da quando il prezzo del petrolio e di altre materie prime è bassa, c’è meno domanda di risorse riciclate e riciclabili.

Maddalena Ingroia