CINA. FMI punta a una riduzione del debito

86

Il direttore del Fondo Monetario Internazionale ha detto che il debito globale, compreso quello della Cina, è salito al 220 per cento della produzione globale, un livello sconcertante che non fa ben sperare per le economie dei paesi membri. 

Secondo quanto riporta South China Morning Post, la Banca dei Regolamenti Internazionali, che funge da banca centrale per le banche centrali del mondo, a marzo ha incluso Cina e Hong Kong in una lista di economie il cui rapporto debito/Pil era solo in osservazione. Il Fmi ha esortato i suoi membri a ridurre il debito a livelli sostenibili per poter essere aiutati a sostenerlo durante la prossima crisi economica, ha dichiarato Christine Lagarde in un’interessante intervista pubblicata sul giornale di Hong Kong. 

Lagarde ha detto che il mondo, compresa Pechino, ha bisogno di affrontare i suoi problemi di debito, aggiungendo che il 40 per cento del debito globale aggiunto dal 2007 era venuto dalla Cina. Nell’economia mondiale, il problema del debito stava gettando un’ombra sulle prospettive di crescita future: «Questo è un rischio potenziale che si profila all’orizzonte altrimenti abbastanza soleggiato dell’economia globaleı», ha detto Lagarde. 

Il direttore Fai ha anche detto che dare allo yuan cinese lo status nominale di valuta internazionale era stata la decisione giusta, e che si aspettava un aumento del suo uso globale: «Il grado di internazionalizzazione del renminbi è leggermente diminuito, ma ora sta riprendendo (…) e si prevede che continui a farlo».

La decisione di aggiungere lo yuan al paniere del fondo di diritti speciali di prelievo è stata “ben presa”, ha detto Lagarde. Il FMI ha deciso di includere lo yuan nel paniere nel 2015, dandogli lo stesso status del dollaro statunitense, dell’euro, della sterlina britannica e dello yen giapponese. La mossa è entrata in vigore nell’ottobre 2016.

Tuttavia, l’imposizione da parte del governo cinese di limiti pesanti agli investimenti in uscita e ai deflussi di capitali dopo la disfatta della borsa nell’estate del 2015, ha alimentato le accuse di ritorsione per quanto riguarda la creazione di uno yuan liberamente utilizzabile. Lagarde ha detto che molti dei nuovi membri del team economico della Cina erano volti noti al Fondo e che le due parti avrebbero continuato a lavorare insieme.

Antonio Albanese