Rallenta il fisco cinese

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CINA – Pechino 29/01/2016. Le entrate fiscali della Cina nel 2015 sono cresciute al loro ritmo più lento dal 1988, proprio mentre l’economia ha rallentato.

È questo il dato comunicato dal ministero delle Finanze cinese il 29 gennaio, ripresi da Xinhua. Il gettito fiscale è aumentato del 5,8 per cento anno su anno arrivando 15,22 miliardi di yuan (2,3 miliardi di dollari), in rallentamento rispetto all’aumento del 8,6 per cento registrato nel 2014, secondo il ministero. L’espansione è stata anche al di sotto dell’obiettivo prefissato del reddito fiscale del 7,3 per cento. Il ministero ha attribuito il rallentamento al crollo dei prezzi delle materie prime che hanno provocato un calo della tassazione sulle importazioni, rallentando l’attività industriale. Al calo hanno anche contribuito performance deboli da parte delle imprese e le riduzioni fiscali strutturali, riporta il ministero. L’economia cinese è cresciuta del 6,9 per cento anno su anno nel 2015, il più basso tasso di espansione annuale in un quarto di secolo. Nella ripartizione, il governo centrale ha raccolto 6,92 miliardi di yuan in entrate fiscali, in crescita del 7 per cento su base annua, mentre i governi locali hanno visto le entrate fiscali espandersi del 4,8 per cento a 8,3 miliardi di yuan. Appesantita da una tiepida attività industriale, l’Iva è risalita solo dello 0,8 per cento arrivando a 3,11 miliardi di yuan. Grazie al mercato immobiliare in crescita, la tassazione immobiliare è salita del 8,5 per cento anno su anno a oltre 610 miliardi di yuan; le imposte sulle operazioni di compravendita azionaria è stata pari a 3,8 volte il volume registrato nel 2014. I dati mostrano anche quanto la spesa fiscale nazionale si sia ampliata passando dal 13.17 per cento di un anno fa a 17,58 miliardi di yuan attuali, con la spesa per il risparmio energetico e la tutela ambientale in aumento del 26,2 per cento.