CINA. Finisce l’emorragia finanziaria di Pechino

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Starebbe per finire l’emorragia di fondi dalla Cina durata due anni. Secondo i dati della Banca centrale, ripresi da South China Morning Post, gli acquisti in valuta estera sono scesi a 821 milioni di yuan nel mese di agosto, il ventiduesimo calo mensile di fila; ciò significa che la Cina ha registrato un deflusso netto di capitali: maggiore è il calo, maggiore è il numero di deflussi.

Ma il declino nel mese di agosto è stato molto più piccolo dei 4,6 miliardi di yuan registrati a luglio e  dei 34 miliardi di yuan del mese di giugno, mostrando così che la fuga verso l’estero sta cominciando a calare.

Nello stesso mese dello scorso anno, si registravano posizioni in yuan da quasi 200 miliardi, un dato positivo rispetto ai 700 miliardi di yuan, registrati al culmine dei deflussi di capitale nel dicembre 2015.

La traiettoria delle variazioni delle posizioni dello yuan è in linea con gli altri indicatori che misurano i flussi di capitale.

Le riserve valutarie del paese sono aumentate per sette mesi consecutivi fino ad agosto, quando erano ben al di sopra dei 3000 miliardi di dollari.

Nel frattempo, lo yuan finora ha guadagnato circa il 6 per cento sul dollaro quest’anno. La banca centrale all’inizio di settembre ha modificato le regole in modo che lo yuan potesse indebolirsi un po’ contro il dollaro. Le autorità cinesi si sentono sicuramente più a proprio agio sulle prospettive dei tassi di cambio e delle riserve grazie alla «solida crescita economica e alle pressioni di deflusso dei capitali in uscita», riporta il giornale.

«Queste condizioni possono portare ad un’ ulteriore riduzione delle misure temporanee volte a contenere i flussi in uscita e aprire la strada al prossimo ciclo di riforme finanziarie e all’ internazionalizzazione dello yuan».

Il governo cinese ha imposto pesanti tagli ai pagamenti e alle rimesse in uscita alla fine dello scorso anno e ha inasprito gli acquisti di valuta estera da parte degli individui, anche se la quota annuale di 50.000 dollari per ogni cittadino del continente non è stata ridotta.

Lucia Giannini