Le nuove forze armate cinesi

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CINA – Pechino 07/03/2016. Xi Jinping ha svelato nel corso degli ultimi sei mesi la più grande revisione militare della Cina dalla guerra di Corea.

Il piano mira a trasformare il Pla forte di 2,3 milioni di uomini dotato sì di un hardware del XXI secolo, ma anche di una obsoleta, struttura di comando di tipo sovietico, in grado di vincere una guerra moderna. Per Xi, riporta The Japan Times, la Cina sta diventando da un «grande paese ad uno grande e potente», come ha detto a novembre 2015. Pechino ha annunciato il 4 marzo che aumenterà la spesa per la difesa di circa il 7-8 per cento nel 2016, il più piccolo aumento in sei anni. L’Esercito di liberazione del popolo, dovrà arrivare a 2 milioni di effettivi dagli attuali a 2,3 milioni. Qui ci sono gli elementi chiave del piano di Xi, si chiede il quotidiano, eccoli: riduzione di 300mila unità entro il 2017, per la gran parte è personale non combattente. Anche così, l’esercito cinese rimarrà sempre il più grande mondo, con oltre 600mila soldati in servizio più attivo in più rispetto agli Stati Uniti. Incrementato il numero di piloti, marinai, commando e operatori drone, per cui mentre le forze di terra rappresentano ancora circa il 73 per cento della forza totale delle truppe, la Cina sta spostando risorse alla marina e all’areonautica. Xi intende anche riorganizzare la struttura di comando su cinque rami simile a quella degli Stati Uniti: oltre all’esercito esistente, l’aeronautica, la marina, il comando missilistico responsabile dell’arsenale nucleare della Cina e dei missili convenzionali, e una Forza di supporto strategico supervisionerà la guerra cibernetica e proteggerà il sistema finanziario cinese. Per andare verso questa struttura, Pechino ha diminuito le sue sette regioni militari in cinque “comandi di teatro” o “zone di battaglia,” comprendenti tutti i servizi e un unico comandante. La Cina ha investito pesantemente nello sviluppo del russo Su-27, per produrne una sua versione, conosciuta come la J-11. Oltre agli “indigeni” J-10, e H-6. Inoltre una sia versione stealth è in fase di collaudo. Drammatica è stata la trasformazione della Marina da una forza pattugliamento costiero a una in grado di operare in alto mare lontano dalle basi. Si è iniziato con la ristrutturazione della vecchia Varyag, ucraina, nella moderna portaerei Liaoning, all’annuncio a dicembre 2015 della sua seconda portaerei, questa volta interamente fatta in casa. A questo la Cina è aggiunto fregate, cacciatorpediniere e sottomarini nucleari all’avanguardia, estendendo così il suo raggio d’azione lontano dalle sue coste, aumentando le tensioni con Giappone, Stati Uniti e le nazioni del Sudest asiatico. La forza missilistica della Cina ha una delle capacità di attacco più potenti al mondo. Insieme con la sua forza nucleare, la Cina ora ha almeno 1.200 missili balistici convenzionali, insieme ad una serie di missili da crociera di grande preoccupazione per la Marina degli Stati Uniti. Xi sta anche centralizzando la sua autorità rompendo la burocrazia dei militari: i quattro dipartimenti generali esistenti verranno suddivisi in 15 unità più piccole responsabili di tutto, dalla formazione e della logistica alla disciplina interna. Tutti dovranno riferire direttamente alla Commissione militare centrale, guidata da Xi.