Pechino. I pericoli dell’eccessiva espansione

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REPUBBLICA POPOLARE CINESE – Pechino 08/03/2014. Il ministro del Commercio cinese, Gao Hucheng, il 7 marzo, ha avvertito le industrie del paese di porre attenzione ad un’eccessiva espansione, dopo il crollo nel 2013, di una branca della più grande azienda solare del mondo.

Il boom decennale del paese ha sì trasformato l’economia cinese nella seconda più grande economia del mondo e un fattore chiave della crescita globale, ma allo stesso tempo ha creato grandi squilibri interni. La Chinese Suntech Power, una volta il più grande produttore al mondo di cellule solari e pannelli, ha preso quote di mercato ulteriori a prezzi tali che alcuni concorrenti sostengono fossero in perdita, e quindi facendo dumping.  Tuttavia, la sua branca principale in Cina, la Wuxi Suntech, ha presentato istanza di fallimento a marzo 2013 con debiti per centinaia di milioni di dollari. «Quello che dovremmo prendere in considerazione è che alcune industrie non dovrebbero svilupparsi troppo velocemente, espandendosi alla cieca», ha detto Hucheng; «Nè dovrebbero fare affidamento sul mercato estero per la maggior parte della loro produzione», ha aggiunto. Le controversie sui pannelli solari hanno raffreddato i rapporti commerciali tra Cina, Unione europea e Stati Uniti nel 2013, che hanno accusato Pechino di sovvenzionare l’industria; il settore è ancora ostacolata dalla sovrapproduzione combinata con il calo dei prezzi di cellule e pannelli. In Cina, il primo default su un corporate bond era stato anticipato il 7 marzo quando la Chaori Solar Energy Science & Technology di Shanghai aveva annunciato il 4 marzo che non era in grado di onorare i pagamento degli interessi dovuti. Il 5 marzo, il premier Li Keqiang aveva annunciato l’obiettivo di crescita di «circa il 7,5 per cento» per il 2014 e ha ribadito l’ importanza di promuovere la domanda interna dei consumatori: la leadership cinese sta cercando di trasformare il modello di crescita economica del paese incentivando la domanda privata e frenando l’interventismo statale. Sulla Trans-Pacific Partnership (Tpp), vasta zona di libero scambio a guida statunitense attualmente in fase di negoziazione e che finora esclude la Cina, Gao ha detto che Pechino è aperta al commercio globale e alle occasioni di investimento: «Pensiamo che il Tpp sia una trattativa importante e un accordo di libero scambio di alto livello (…) La Cina presta grande attenzione al progresso dei negoziati Tpp e sta valutando l’andamento dei colloqui. Manteniamo aperte le comunicazioni con le principali parti negoziali», ha detto Gao.