2030: Pechino potenza Cyber

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AUSTRALIA – Sidney 908/07/2016. Entro il 2030, le capacità per la guerra cibernetica di Pechino potrebbero cambiare l’equilibrio strategico in Asia, eclissando il potenziale pericolo di tensioni crescenti nel Mar Cinese Meridionale.

È questa l’opinione di Greg Austin, professore di sicurezza informatica, strategia e diplomazia dell’Australian Centre for Cyber Security della New South Wales University ripresa da News.com.au; secondo Austin, le nuove tecnologie potranno «ridefinire sia la guerra che la politica in tutta l’Asia orientale». Per il professore australiano, la più grande minaccia alla pace nella regione deve ancora venire: «Oggi, la Cina sta lottando per integrare armi informatiche e predominio delle informazioni nelle sue strategie militari (…) Entro il 2030, la Cina avrà acquisito una capacità da guerra totale nel cyber spazio contro Taiwan. Ciò modificherà l’equilibrio strategico nel Pacifico occidentale più di tutto ciò che sta accadendo oggi intorno alle barriere coralline del Mar Cinese Meridionale». Austin ha anche detto che l’Australia è in ritardo: «Dopo il 2030 (…) l’Australia dovrà costruire sistemi in grado di sopravvivere in un ambiente di siluri elettronici e bombe logiche (…) Ogni grande potenza con cui l’Australia si confronterà in un conflitto in mare dopo il 2030 utilizzerà cyber-attacchi per cercare di evitare di far muovere la flotta, o, in alternativa, per disattivarle in mare. Tutti i sistemi critici saranno cyber-controllati e di conseguenza cyber vulnerabili». Per Austin il prossimo punto di contrasto tra Stati Uniti e Cina è la sicurezza informatica (…) Entro il 2030 le capacità militari della Cina nel cyber spazio avranno un aspetto molto diverso da quello odierno (…) Entro il 2030 la Cina sarà in grado di lanciare un cyber-attacco militare invalidante su Taiwan». Senza nemmeno bisogno di un vero e proprio attacco, una siile evenienza sposterebbe l’equilibrio di potere sullo Stretto di Taiwan «Per la Cina il problema più grande in termini di affari globali e di sicurezza non è il Mar Cinese Meridionale, è la riunificazione con Taiwan».