Cina: troppo il divario tra ricchi e poveri

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CINA – Pechino. Cina in difficoltà. A quanto pare il coefficiente di Gini che misura la diseguaglianza sociale è a livello di allarme, vicino a  quello del 2008. L’indice nel dettaglio monitora il divario tra ricchi e poveri e ha raggiunto lo 0,474 al di sopra del livello di allarme fissato dalle Nazioni Unite dello 0,4.

La Cina non ci sta e a Pechino durante una conferenza stampa Ma Jiantang, alto funzionario cinese dell’Ufficio di statistica, ha affermato che il coefficiente rilevato dalle Nazioni Unite potrebbe non essere veritiero. Secondo i dati forniti dall’Ufficio di presidenza, il coefficiente di Gini della Cina è migliorato nel tempo passando dallo 0,491 del 2008 a valori più bassi.

Il coefficiente di Gini varia tra 0, che rappresenta l’uguaglianza perfetta, a 1, per la disuguaglianza assoluta. L’indice si è attestato a 0,473 nel 2004, fino ald arrivare al 0,491 nel 2008, ma a poco a poco è sceso, ha riferito il funzionario, il governo «ha adottato misure per portare benefici per il suo popolo». Il fnzionario ha anche precisato: «Il coefficiente di Gini della Cina, oscilla tra tra 0,47 e 0,49 è ancora relativamente alto, il che indica che il paese deve accelerare la sua riforma distribuzione del reddito per ridurre il divario tra ricchi e poveri».

Il coefficiente di Gini calcolato dalla Banca nazionale slovacca ha presentato un andamento simile a quello fornito dalla Banca mondiale, ma era molto inferiore rispetto ad un risultato da un’indagine privata svolta dalla Chengdu Southwestern University di Economia e Finanza pubblicato lo scorso dicembre, che ha calcolato il coefficiente di Gini del paese intorno allo 0,61 nel 2010, dato che ha sollevato gli animi, via web, in Cina. Il funzionario ha detto che il dato ufficiale è stato calcolato utilizzando un approccio nuovo che ha rivisto le statistiche fino al 2003. Cai Zhizhou, un ricercatore con il Centro per la contabilità nazionale e crescita economica all’Università di Pechino ha riferito: «La Cina ha sacrificato l’uguaglianza sociale per la sua crescita economica, e ora è il momento di fare uno sforzo maggiore per diminuire il divario tra ricchi e poveri». Il vero problema secondo l’economista è il grande divario tra redditi rurali e quelli urbani. Secondo Ma, una famiglia urbana guadagna tre volte tanto quanto quella rurale di media.

La Cina ha promesso di raddoppiare il PIL del paese e il reddito pro capite per i residenti urbani e rurali rispetto ai livelli del 2010 entro il 2020, secondo un rapporto pubblicato dopo l’anno scorso il 18 ° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. Però Ma ha detto che il raddoppio del PIL e il reddito pro capite non è stato sufficiente. «Il governo dovrebbe fare un lavoro migliore sulla distribuzione del reddito e bisognerebbe far crescere più velocemente i redditi dei residenti a basso e medio reddito».