CINA. Cinque simulazioni nucleari in un mese: Pechino smentisce

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Pechino ha censurato il South China Morning Post per la sua notizia “falsa” in cui si affermava che Pechino aveva ripreso a simulare test nucleari nella nuova corsa agli armamenti con Russia e Stati Uniti. Il giornale di Hong Kong aveva scritto che la Cina aveva condotto una media di cinque test simulati in un mese; in totale circa 200 esperimenti di laboratorio per simulare le condizioni estreme di un’esplosione nucleare tra settembre 2014 e dicembre scorso, sia per sviluppare nuove armi nucleari che per verificare lo stato e l’efficacia delle armi al termine della loro vita utile designata. Negli ultimi tre anni, gli scienziati nucleari cinesi hanno eseguito più di questi test rispetto a quelli americani degli ultimi 15 anni, in una corsa allo sviluppo di un arsenale di armi “utilizzabili” di nuova generazione.

Stando ad Asia Times che riporta i dati del Lawrence Livermore National Laboratory, gli Stati Uniti hanno effettuato solo 50 test di questo tipo tra il 2012 e il 2017, ossia circa 10 all’anno.

Il People’s Daily ha definito la notizia “infondata”, in particolare quando  indica i «cinque test in un mese (…) La Cina è proprio come altre potenze mondiali come gli Stati Uniti, la Russia, il Regno Unito e la Francia che stanno conducendo esperimenti nucleari simili (…) ma una frequenza così alta non è necessaria per qualsiasi test simulato», ha detto il documento.

L’ultima volta che la Cina ha effettuato un test nucleare è stato nel luglio 1996 in un tunnel sotterraneo nel Xinjiang centrale. Grazie al divieto internazionale che impedisce di testare le armi nucleari, le grandi potenze nucleari hanno potuto continuare a condurre test simulati. Il People’s Daily ha affermato che la Cina possiede il più piccolo stock di armi nucleari tra le cinque grandi potenze nucleari riconosciute dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.

Lucia Giannini