Great Firewall of China

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CINA – Pechino 29/12/2014. La Cina ha bloccato Gmail il 29 dicembre.

Le autorità di Pechino starebbero lavorando per ristabilire «la sovranità su internet» controllando ciò che entra nel paese attraverso il web. Gmail, il più grande servizio di posta elettronica al mondo, era già stato reso in gran parte inaccessibile in Cina a partire dal periodo precedente al XXV anniversario degli episodi di piazza Tiananmen, lo scorso giugno. Ma gli utenti potevano comunque accedere al servizio utilizzando servizi proxy. Il governo ora ha bloccato anche questo sistema di accesso, denuncia la Danwei, società di Pechino, che monitora i media cinesi e Internet. «Gli ultimi due anni hanno visto un rafforzamento costante di tutti i tipi di censura su Internet e dei media», si legge nella dichiarazione di Danwei. , In un grafico di Transparency report che mostra il traffico Internet dalla Cina si può notare che l’accesso a Gmail è sceso bruscamente il 26 dicembre e non è più tornato a livelli normali. «Abbiamo controllato e non c’è niente di sbagliato da parte nostra», ha fatto sapere Google da Singapore mentre su Sina Weibo, il twitter cinese, si muovono le ire e le proteste degli utenti cinesi: «Il motivo per il blocco di Gmail è legato a problemi politici … riflette la grave situazione di fronte al contesto politico» ha detto un utente, mentre volano le richieste di ripristino del servizio postale di Google. La Cina controlla strettamente internet, e solo una piccola parte della sua popolazione online, che arriva a 632 milioni, può aggirare le restrizioni del governo. I controlli includono il blocco dei siti web stranieri come Facebook, Twitter e YouTube utilizzando un sistema noto come la “Grande Muraglia di Fuoco” (Great Firewall of China), che cancella i contenuti ritenuto offensivi.