CINA. C’è solo la fede in Marx e Lenin, non bisogna affidarsi ai cartomanti

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Il partito comunista cinese ha avvertito i membri del partito il 27 febbraio di attenersi a Marx e Lenin e non credere in “fantasmi e spiriti”, nell’ultimo tentativo di sradicare le diffuse pratiche superstiziose. 

La Cina, ricorda Reuters, garantisce ufficialmente la libertà di religione per i principali sistemi di credenze come il cristianesimo, il buddismo e l’Islam, ma i membri del partito devono restare atei e soprattutto gli è fatto divieto di partecipare a quelle che la Cina definisce pratiche superstiziose come l’utilizzo d’indovini. Negli ultimi anni si sono verificati numerosi scandali in cui membri di alto livello del partito sono stati accusati di essere coinvolti in simili pratiche superstiziose.

In una lunga dichiarazione su come rafforzare al meglio il ruolo del partito e la sua leadership, pubblicata dall’agenzia Xinhua, si legge che il marxismo è stato il pensiero guida per la Cina e il partito ha così fatto in modo di: «Impedire risolutamente di non credere in Marx e Lenin e al contrario credere in fantasmi e spiriti, non credere nella verità e credere nel denaro (…) Occorre opporsi risolutamente a tutte le forme di pensiero sbagliato che distorce, travisa o nega il marxismo», recita la dichiarazione del partito.

Il presidente Xi Jinping ha detto, l’anno scorso, che la decisione del partito di attenersi alle teorie politiche di Karl Marx è rimasta «totalmente corretta», in occasione del 200° anniversario della nascita del filosofo tedesco.

In generale il popolo cinese, e in particolare i leader del Paese, hanno una lunga tradizione di fede nelle parole degli indovini e nella geomanzia, alla ricerca di risposte nei momenti di dubbio, di bisogno e di caos. La pratica è diventata più rischiosa alla luce di un’ampia repressione della corruzione lanciata da Xi al momento di assumere il potere alla fine del 2012, in cui decine di alti funzionari sono stati imprigionati.

Mao Zedong, fondatore della Cina moderna, dopo la rivoluzione del 1949, ha vietato la predizione della fortuna e la superstizione nella nuova Cina puritana e comunista, ma l’occulto ha fatto il suo ritorno da quando il paese, ancora ufficialmente ateo, ha abbracciato le riforme economiche e ha iniziato ad aprirsi alla fine degli anni Settanta.

Antonio Albanese