CINA. Aumentano le radiazioni nel sito nucleare nordcoreano

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Gli scienziati cinesi stanno valutando se un piccolo, ma graduale aumento delle radiazioni ambientali, riscontrato dalle stazioni di monitoraggio vicino al confine con la Corea del Nord, sia legato al test nucleare effettuato durante il fine settimana o meno.

Come riporta il South China Morning Post, i cambiamenti potrebbero essere dovuti a fattori ambientali e non correlati al test nucleare, ma l’incremento era “degno di attenzione”.

Il livello di radiazione nella regione di Changbai, l’area urbana cinese più vicina all’impianto sperimentale di Punggye-ri, è salito gradualmente da una media di 104,9 nanogrammi all’ora immediatamente successiva al test di domenica a 108,5 registrati il 5 settembre, secondo i dati del ministero cinese dell’Ambiente.

Il 6 settembre, il livello medio nella regione, che si trova a circa 80 km ad ovest del sito di esplosione, era salito a 110,7 con un picco di 112,5. Nanogrammi all’ora è l’unità standard per misurare l’assorbimento di radiazioni da parte dei tessuti umani; analoghi trend sono stati segnalati da stazioni di monitoraggio in altre regioni.

A Punggye-ri, l’esplosione di 100 kiloton stimati ha provocato diverse grandi frane, secondo le immagini satellitari rilasciate dalla Johns Hopkins School of Advanced International Studies degli Stati Uniti.

In precedenza, l’Università di Scienza e Tecnologia della Cina ha tracciato le località dei cinque più recenti test effettuati dalla Corea del Nord in un’unica montagna, che hanno avvertito era ora a rischio di implosione. In tal caso, il materiale radioattivo attualmente intrappolato nel sottosuolo verrebbe liberato.

Per l’istituto di fisica dell’Università di Pechino, è troppo presto per essere certi delle cause di un simile aumento poiché i livelli di radiazione cambiano nel tempo anche in condizioni normali.  

Gli attuali livelli di radiazione sono molto inferiori a tutto ciò che può essere considerato un rischio per la salute delle persone; è considerato normale, infatti, per le letture fluttuare all’interno di una gamma di 20 nanogrammi a causa degli effetti del vento, della pioggia e dei raggi cosmici.

Per esempio, i materiali radioattivi che galleggiano in alto nell’atmosfera potrebbero essere portati al suolo con la pioggia, e secondo le autorità meteorologiche cinesi, parecchie regioni vicine al sito di prova hanno registrato piogge negli ultimi giorni.

Tommaso dal Passo