CINA. Ancora in caduta rapida l’economia

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L’economia cinese continua a scivolare, schiacciata dalla guerra commerciale con gli Usa. Le esportazioni hanno subito il loro terzo mese di calo in ottobre, e anche il calo è stato inferiore al previsto, ci sono segnali di ulteriori prossimi cali.

Anche se le tensioni tra le principali economie mondiali sembrano attenuarsi, Pechino sta cercando strenuamente di tenere accesi i motori della crescita, mentre la domanda delle sue merci rallenta.

Ultimo segnale di debolezza lo forniscono, riporta Afp, i dati ufficiali in base ai quali le spedizioni all’estero sono diminuite dello 0,9% rispetto allo scorso mese di settembre, sebbene sia stato molto più lento del calo del 3,2% registrato a settembre.

Ad aggravare la situazione, l’Amministrazione generale delle dogane ha riferito che le importazioni sono andate a picco per il sesto mese consecutivo ad ottobre, scendendo del 6,4%. Tuttavia, si tratta di un leggero miglioramento rispetto al mese precedente. Questo miglioramento, purtroppo, è improbabile che venga compensato dagli effetti dagli alleggerimenti delle tariffe che vengono proposti come parte dell’accordo commerciale alla luce del recente apprezzamento del renminbi in previsione di un accordo, comportando che così il tasso di cambio fungerà meno da puntello per le esportazioni, fase uno dell’accordo eventuale.

Ma le statistiche hanno dimostrato che l’avanzo commerciale della Cina con gli Stati Uniti, oggetto di contesa, è salito a 26,42 miliardi di dollari ad ottobre. Nel complesso, l’eccedenza globale è stata di 42,81 miliardi di dollari. 

Washington e Pechino stanno combattendo una guerra commerciale per 18 mesi, con tariffe punitive sul commercio bidirezionale del valore di centinaia di miliardi di dollari.

Le speranze di porre fine alla situazione di stallo si sono alzate recentemente, quando la Cina ha annunciato che le due parti hanno concordato un piano per rimuovere le tariffe imposte sulle merci in diverse fasi, se la fase uno divenisse operativa.

Ma anche così, potrebbe non esserci una soluzione rapida per l’economia cinese che zoppica, con ricadute che colpiscono la crescita globale.

Graziella Giangiulio