CINA. ADB alza l’outlook sull’economia cinese

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La Banca asiatica di sviluppo ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’economia cinese per quest’anno e per il prossimo. L’Asian Development Bank ha giustificato la sua valutazione più ottimista per la maggiore domanda di beni e servizi cinesi all’estero, per una politica fiscale più precisa del governo, riporta South China Morning Post.

Adb prevede che l’economia cinese crescerà del 6,7 per cento quest’anno, a fronte di una previsione precedente del 6,5 per cento. Il prossimo anno la crescita si attesterà al 6,4 per cento, in crescita rispetto alla precedente stima del 6,2 per cento.

Le previsioni sono contenute nell’Asian Development Outlook della banca pubblicato il 26 settembre.

Nel documento si afferma che le prospettive di crescita per l’Asia stanno migliorando anche in seguito alla ripresa del commercio mondiale e al “forte slancio” registrato in Cina: «L’economia della Rpc rimane resiliente, consolidando il suo ruolo di motore della crescita globale».

Nel 2016 l’economia cinese è cresciuta ad un ritmo più lento di oltre 25 anni e la settimana scorsa l’agenzia di rating S&P ha anche manifestato crescenti preoccupazioni per i massicci livelli di debito riducendo il rating del paese per la prima volta dal 1999.

Per Adb, Pechino ha dimostrato di aver fatto della stabilità finanziaria e fiscale una priorità, anche istituendo una commissione sotto il Consiglio di Stato all’inizio di quest’anno per regolamentare il settore finanziario del paese. Il debito delle famiglie cinesi è salito a oltre il 45 per cento del Pil all’inizio di quest’anno e i suoi livelli di debito totale hanno superato il 304 per cento del Pil a partire da maggio, secondo l’Institute of International Finance.

Le previsioni per la crescita cinese, messa in discussione da S&P, non hanno preso in considerazione fattori geopolitici, come un’escalation nella penisola coreana; nel documento vengono sedate le preoccupazioni sulle possibili sanzioni commerciali statunitensi sulle merci cinesi, citando la domanda incrementata proveniente dai mercati in Europa e dal Giappone e le aspettative che il commercio espansionistico globale continuerebbe.

Il prossimo Congresso del Partito Comunista a Pechino ad ottobre, che vedrà cambiamenti nella leadership e vedrà Xi Jinping dare inizio ad un secondo mandato, non dovrebbe avere molto impatto sulla performance economica del paese.

Graziella Giangiulio