Cile. Studenti in lotta

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CILE – Santiago del Cile 16/6/13. Decine di migliaia di studenti sono scesi in piazza nella capitale e in altre città cilene il 13 giugno per un altra lunga serie di proteste che chiedono il mutamento radicale del sistema educativo nazionale.

Circa 100mila giovani, secondo gli organizzatori (45mila per la polizia), hanno partecipato a una marcia a Santiago convocata dal Confech,  confederazione degli studenti universitari e dei gruppi che rappresentano gli studenti delle scuole superiori, con il sostegno della gilda degli insegnanti e di altre organizzazioni.

La manifestazione pacifica è stata rovinata da scontri isolati tra polizia e militanti incappucciati.

Diego Vela, presidente della federazione degli studenti presso l’Università Cattolica, si è lamentato che, anche dopo due anni di proteste, il governo del presidente Sebastian Piñera continua a portare avanti misure assolutamente in contrasto con le richieste degli studenti.

«Dicono di voler mettere gli affari fuori dall’istruzione, ma continuano a far vivere una Soprintendenza per l’Istruzione Superiore che legittima il profitto, invece di porvi fine», ha detto Vela.

Gli Studenti cileni sono scesi in piazza più di 40 volte nel 2011 per denunciare un sistema educativo altamente stratificata che agevola le sovvenzioni statali agli istituti privati, anche le scuole pubbliche nelle zone povere lottano per sopravvivere. Dopo un 2012 a bassa intensità, il movimento studentesco sta sperando di influenzare le elezioni presidenziali e del Congresso di quest’anno (AGC Communication: Su facebook annuncio dell’occupazione universitaria in Cile).

Le scuole e le università pubbliche del Cile sono stati trascurati durante il periodo 1973-1990 epoca del governo del generale Augusto Pinochet. Le scuole private si sono moltiplicate sotto il regime militare e la tendenza è continuata dopo che la democrazia è stata restaurata, anche durante il mandato della Concertación, coalizione di centro-sinistra nel periodo 1990-2010. 

Gli studenti chiedono l’eliminazione delle tasse scolastiche, la fine delle università for-profit, tecnicamente illegale, ma in grado di funzionare grazie a scappatoie legali, e una riduzione del costo elevato dei college, che costringe molte famiglie ad assumere grandi debiti per far studiare i figli.