Studenti cileni nuovamente in piazza

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CILE – Santiago del Cile 09/05/2014. Decine di migliaia di studenti hanno marciato nella capitale e in altre città cilene l’8 maggio per rinnovare le richieste di di riforma dell’istruzione pubblica, nelle loro prime dimostrazioni da quando Michelle Bachelet è tornata alla presidenza lo scorso marzo.

Organizzate da parte delle principali organizzazioni studentesche delle scuole superiori e dell’università, la mobilitazione intendeva ricatturare l’attenzione mondiale già avuta nel 2011. La marcia si è svolta pacificamente in un’atmosfera di festa fino alla fine, nel centro di Santiago fino al Parque Almagro, dove sono avvenuti scontri con la polizia. Il gen. dei Carabineros, Ricardo Solar, ha riferito l’8 pomeriggio che i suoi uomini hanno «arrestato 101 persone in diverse stazioni, sia minorenni che maggiorenni (…) Inoltre, ci sono almeno 20 poliziotti feriti, tre feriti dalle bombe incendiarie», ha detto il generale, negando che i Carabineros avessero attaccato per primi. Solar ha detto che la marcia è stata «calma e ordinata» lungo tutto il suo percorso, tranne gli episodi che hanno visto «una minoranza mascherata e organizzata attaccare i Carabineros». Bachelet, già alla guida del Cile dal 2006 al 2010, ha promesso durante la campagna 2013 di voler rivedere in modo significativo un sistema educativo che incanala le sovvenzioni statali più agli istituti privati che alle scuole pubbliche. La presidente aveva anche promesso di voler eliminare le tasse scolastiche, in maniera graduale. Gli studenti, però, rimangono scettici e vogliono conoscere i dettagli del programma dell’Amministrazione di centro – sinistra. «Sappiamo che il governo non ci risponderà in modo concreto e che non affronterà il problema fondamentale dell’istruzione: la sua logica di mercato», afferma Lorenza Soto, portavoce per l’associazione degli studenti delle superiori Aces, riporta l’agenzia Efe. I leader studenteschi dopo gli incontri con il ministro dell’Istruzione, Nicolas Eyzaguirre, lamentano una mancanza di chiarezza nella posizione del governo su ciò che vedono come le questioni fondamentali: istruzione gratuita ed eliminazione del lucro nelle scuole. Naschla Aburman, presidente della Federazione degli studenti dell’Universidad Catolica, ha detto che le organizzazioni studentesche intendono essere parte del processo di progettazione delle riforme. Secondo la polizia, alla marcia di Santiago, hanno partecipato circa 400mila persone, mentre per gli organizzatori avevano dato la cifra di 100mila. Gli studenti si erano mobilitati anche nelle città di Iquique, Calama, Copiapo, Valparaiso, Temuco, Valdivia, Osorno e Punta Arenas. Nel 2011, gli studenti universitari e delle scuole superiori cilene scesero in piazza più di 40 volte (foto a destra) per far pressione sul governo di destra del presidente Sebastian Piñera sempre per migliorare l’istruzione. Gli studenti vogliono l’eliminazione delle tasse scolastiche, la fine dello scopo di lucro nell’università (tecnicamente illegale, ma in grado di essere operativo grazie a tecnicismi legali), una riduzione del costo elevato delle scuole superiori, che costringe molte famiglie a caricaris di debiti. L’attuale regime educativo del Cile è un retaggio della dittatura del defunto Augusto Pinochet (1973-1990), che tagliò il sostegno del governo alle scuole pubbliche e incoraggiò le privatizzazioni, grazie a delle politiche dettate dagli Chicago Boys, consiglieri statunitensi del governo Pinochet.