CILE. Santiago e Pechino più vicine

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Il governo uruguayano ha confermato il suo impegno nel raggiungere un accordo di libero scambio con la Cina.

«L’esecutivo sta puntando a quest’obiettivo, e se la Cina vuole un accordo dovremo raggiungere un accordo e starà poi al parlamento approvarlo o respingerlo», ha detto il ministro degli Esteri Rodolfo Nin Novoa dopo un audizione alla commissione per gli affari internazionali del Senato uruguaiano, riprenda da Efe.

L’incertezza circonda sempre tutte le offerte commerciali, ha detto il ministro, secondo cui è difficile prevedere come andranno i negoziati.

«Guardate cosa è successo con l’accordo Trans-Pacific Partnership. Undici paesi hanno lavorato per anni, e ora il Tpp si sta rapidamente sfasciando» ha detto Nin Novoa, riferendosi alla decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dai negoziati Tpp.

In una nota al rappresentante commerciale degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha detto che la sua Amministrazione dovrebbe invece trattare direttamente con i singoli paesi per negoziare accordi commerciali bilaterali che siano favorevoli per i lavoratori americani.

Alla domanda su come gli altri paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Venezuela) potessero vedere un potenziale accordo di libero scambio Uruguay-Cina, Nin Novoa ha detto che i termini dell’accordo dovevano essere stabiliti e accettati dalla Cina prima che il suo paese potesse presentarlo ai suoi partner del Mercosur per la loro eventuale partecipazione.

Il ministro degli Esteri ha ribadito la sua preoccupazione che le critiche di Trump su alcuni trattati di libero scambio degli Usa abbiano creato una grande incertezza per paesi come l’Uruguay, che produce alimentari 10 volte più del necessario per il consumo interno.

Nin Novoa ha aggiunto che l’Uruguay e altri piccoli paesi dovranno affrontare tempi difficili se si concretizzasse una mentalità protezionistica negli accordi bilaterali.

Nin Novoa ha poi detto che l’Uruguay intende ampliare l’accordo di libero scambio con il Messico, aprendo maggiormente i mercati e rafforzando contemporaneamente gli standard di lavoro e le tutele ambientali.

Lucia Giannini