A rischio il salmone cileno

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CILE – Santiago del Cile 13/03/2016. Più di 36mila tonnellate di salmoni morti sono il risultato della fioritura di un’alga tossica nella regione meridionale di Los Lagos.

È una minaccia reale a uno dei settori chiave dell’export del Cile che ha provocato perdite economiche massicce e tagli nei posti di lavoro. Si tratta di un settore importante visto che il Cile è il secondo più grande produttore mondiale di salmone dopo la Norvegia.

La proliferazione delle alghe è causata dall’innalzamento delle temperature nell’Oceano Pacifico, riporta Efe.

La Central Unitaria de Trabajadores de Chile, la federazione del lavoro cilena, Cut, del Cile ha detto che il governo dovrebbe dichiarare l’emergenza sanitaria a Reloncavi, una delle zone più colpite, e nominare una coordinatore “competente” per gestire gli sforzi tesi a mitigare la perdita di 10mila posti di lavoro.

In risposta ai reclami sindacali sul fallimento del management nel prevedere e anticipare la crisi, il gruppo industriale SalmonChile ha detto in un comunicato che il fenomeno «è un evento mai comparso negli ultimi 26 anni» e non poteva essere previsto.

Il 9 marzo, il ministro cileno dell’Economia, Luis Felipe Cespedes, ha riferito in una sessione speciale della camera bassa del Congresso sulla situazione e ha ribadito di non prevedere perdite di posti di lavoro nel breve termine.

La fioritura di microalghe intasa le branchie del salmone, causandone a poco a poco la morte per asfissia; gli esperti di acquacoltura stimano che circa 100mila tonnellate di salmone potrebbero morire, si tratta dell’equivalente del 15 per cento della produzione annua del Cile; un ammontare che rappresenta una potenziale perdita di 800 milioni di dollari.