La malattia del Cile è l’assenza di stampa pluralista

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CILE – Santiago del Cile 13/06/2016. Il Cile è “malato” a causa della mancanza di una stampa pluralista.

È questa la diagnosi del giornalista radiofonico cileno Sergio Campos, che spera questa malattia possa essere curata con più democrazia e una nuova costituzione. Il sessantasettenne Campos, in una intervista in occasione della sua autobiografia “La voz de la radio està llamando”, ha analizzato le persecuzioni durante il periodo 1973-1990, quello della dittatura militare del paese sudamericano, l’evoluzione dei media cileni, la mancanza di copertura pluralistica di notizie e il recente tentativo del Congresso far passare una “legge bavaglio”. «Mettere una condanna su qualcuno che vuole esprimere un’idea o fare una denuncia è un attacco palese alla libertà di espressione e dei diritti umani. Noi giornalisti dobbiamo combattere per fare in modo che questo non accada», ha detto il premiato professore di giornalismo e noto conduttore radiofonico cileno. Campos ha ricordato il 11 settembre 1973, la data del suicidio del presidente socialista Salvador Allende a causa del colpo di stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet, come una «esperienza brutale» che precipitò le speranze del Cile per il futuro. Il giornalista, allora praticante, aveva lavorato per quattro anni a Radio Corporacion quando ci fu il bombardamento del palazzo della Moneda. «La stazione radio fu chiusa. Molti dei miei colleghi sono stati arrestati e portati allo Stadio Nazionale», ha ricordato il vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo del Cile nel 2011. Campos riuscì ad evitare la prigione, quel giorno, ma è stato poi imprigionato e torturato poco dopo presso l’Accademia Aeronautica, e poi licenziato dalla scuola in cui era stato docente. Andò in esilio in Argentina, dove un’altra dittatura militare prese il potere nel 1976 e uccise oltre 30mila persone. Campos è tornato in Cile nel 1978 e ha iniziato a lavorare a Radio Cooperativa, dove ancora oggi ospita un programma radiofonico di successo. Ha detto che lui e i colleghi di Radio Cooperativa sono impegnati ancora oggi a «recuperare la democrazia ​​anche se il compito è difficile e rischioso». Campos ha aggiunto che il giornalismo in Cile si è evoluto notevolmente da quei giorni «ma allo stesso tempo c’è una concentrazione che secondo me è molto perniciosa».