Rohuani alla Cica di Shangai

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CINA – Shangai 21/05/2014. Interessante intervento del presidente iraniano Hassan Rouhani alla Conferenza sull’interazione e sulle misure di rafforzamento per la fiducia in Asia (CICA), che aperto i lavori ieri a Shangai, su una serie di punti focali sull’attuale situazione mondiale e nello specifico sugli effetti che ricadono sui paesi interessati al meeting.

A cominciare dalla crisi siriana si è mostrato preoccupato e ha sottolineando la possibilità che questa possa estendersi in tutta la regione e incidere sui membri della CICA. «Le fiamme che ardono in Siria sono alimentate da alcuni attori regionali e internazionali che incitano i gruppi estremisti e producono insicurezza e instabilità nel paese che possono estendersi anche oltre i confini influenzando negativamente i membri CICA con l’estremismo terrorista». Inoltre Rouhani ha sottolineato la necessità di un dialogo nazionale tra il governo siriano e l’opposizione non armata. Sui colloqui sul nucleare tra Teheran e le sei potenze mondiali, Rouhani ha detto che questi possono portare a un accordo finale, ma devono essere escluse «le richieste e le minacce eccessive». Ha inoltre invitato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a prestare attenzione alla situazione del popolo palestinese, alle sofferenze che hanno dovuto subire dopo l’occupazione della loro terra da parte del regime sionista, esprimendo rammarico sul silenzio della comunità internazionale spesso favorevole politiche espansionistiche israeliane. Il presidente iraniano è tra gli 11 capi di Stato e 10 capi di organizzazioni internazionali che hanno partecipato al summit di due giorni, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev e il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki -moon .
Nel suo discorso ha anche voluto dare risalto alla necessità di dare concretezza ai rapporti economici allargati «Il consolidamento dei legami economici e di investimento congiunto tra gli Stati membri della CICA sono tra i modi più efficaci per migliorare la convergenza regionale per l’economia mondiale dall’attuazione di progetti comuni e investimenti che possono portare ad un ulteriore rilancio della convergenza in Asia». Ha anche descritto il dialogo e lo sviluppo della cultura della tolleranza e della moderazione come il modello da seguire per stabilire una pace sostenibile e la sicurezza mondiale. Per quanto riguarda le armi di distruzione di massa ha detto che: «L’unico modo per fermare la minaccia di queste armi è il loro completo annientamento».
La CICA è un forum internazionale nato con lo scopo di rafforzare la cooperazione e garantire la pace, la sicurezza e la stabilità in Asia. Prevede un vertice che si tiene ogni quattro anni e una riunione dei ministri degli esteri ogni due anni. Gli stati membri della CICA includono Afghanistan, Azerbaigian, Bahrain, Cambogia, Cina, Egitto, India, Iran, Iraq, Giordania, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Pakistan, Palestina, Corea del Sud, Russia, Tagikistan, Tailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan e Vietnam, mentre Bangladesh, Indonesia, Giappone, Malesia, Filippine, Qatar, Sri Lanka, Ucraina e Stati Uniti Gli sono stati membri osservatori. Anche la Lega Araba e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) sono inserite tra le organizzazioni come osservatori internazionali. La Cina è stato eletta alla presidenza per il periodo 2014-2016.