CIAD. L’oro del Tibesti viene fuso in Libia

55

Dall’inizio dell’anno, le armate del Ciad, Libia e Sudan si scontrano nella regione del deserto Tibesti, nel nord del Ciad. Dietro questa guerra, solo un obiettivo: le vene d’oro che attraversano la regione. A scriverlo i media dei Tubou. Il Tibesti, nel nord del Ciad, è al centro del conflitto tra ribelli e militari.

Mentre l’esercito ciadiano sta preparando un attacco nella regione di Miski, uno degli epicentri dell’oro nel deserto del Tibesti, i minatori artigianali attivi nella regione, raggruppati insieme in un “comitato vigilante Miski “, apparentemente rifiutano di deporre le armi.

Va detto che tra i minatori troviamo dei militari e anche dei disertori. Collegati ad alcuni ufficiali, operano grazie al supporto discreto fornito dalle unità dell’esercito, l’unico in grado di portare acqua, cibo e armi alla regione con un ponte aereo. Privo di infrastrutture, il Tibesti è in gran parte inaccessibile, tranne che per via aerea o dopo diversi giorni di cammino.

L’offensiva governativa nel Tibesti è iniziata a novembre ma non sta dando i frutti sperati per più motivi:  da un lato, l’aumento attacchi militari contro le posizioni dei minatori artigianali al sito di oro Kouri Bouguidi. D’altra parte, alcuni soldati, stanchi di vivere senza stipendio, hanno preso la loro arma di servizio e sono andati  dai minatori, ai quali vendono servizi di protezione. Un’ondata di diserzioni ha colpito l’esercito ciadiano schierato nel nord da novembre. Un colonnello dell’esercito è stato licenziato e degradato lo scorso 15 febbraio per essersi rifiutato di compiere un’offensiva a Miski.

Stesso modus operandi tra i vari ribelli attivi nella regione, dal Movimento Sudanese di Giustizia e Uguaglianza ai vari clan Toubou che vivono in Ciad e Libia. Tutti stringono alleanze con i minatori, che proteggono o agitano con il flusso e riflusso degli eserciti nazionali nella regione. I Tobou controllano anche i canali di spedizione delle pepite d’oro verso la città di Sebha, nel sud della Libia, dove vengono fusi e inviati al Golfo. Riflettendo l’importanza del sito: il maresciallo Khalifa Belqasim Haftar, capo della Forze armate libiche (LNA) e alleato di Deby per ridurre i gruppi ribelli ciadiani presenti nel sud della Libia, ha inviato le sue truppe a gennaio per prendere Sebha, prima di ritirarsi, secondo Maghreb Confidential.

La questione è ancora aperta e non sarà facile dirimerla. 

Graziella Giangiulio