Il Ciad non c’entra con Boko Haram

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NIGERIA – Abuja 04/12/2014. L’ambasciatore ciadiano in Nigeria, Isah Braimah, il 3 dicembre, ha detto che il suo paese non finanzia né arma Boko Haram.

Braimah ha fatto questa dichiarazione mentre i membri del gruppo #BringBackOurGirls, Bbog, stavano protestando davanti l’ambasciata del Ciad ad Abuja, chiedendo al governo del Ciad di spiegare il suo ruolo nella rivolta. Braimah ha anche chiesto al Bbog di incontrare il governo federale per avere risposte sul caso delle ragazze rapite. L’ambasciatore ha detto che il suo paese non aveva notizie sulla sorte degli oltre 200 ragazze rapite da Boko Haram ad aprile 2014, sottolineando che era solo il governo nigeriano che dovrebbe essere ritenuto responsabile per il loro salvataggio. Il leader di Bbog, Aisha Yesufu, che ha guidato i cinque rappresentanti del movimento all’incontro con l’ambasciatore, ha detto che l’ambasciatore ha confermato che il Ciad non stava sostenendo Boko Haram contro la Nigeria. Secondo Yesufu, Braimah ha accusato la polizia della Nigeria di voler coinvolgere il suo paese asserendo di aver arrestato un ciadiano, parente del presidente del paese, con un carico di armi per i ribelli, chiedendo che la polizia fornisse le prove del coinvolgimento del Ciad nel fenomeno terroristico in Nigeria. Per il leader Bbog, l’ambasciatore non ha potuto fornire risposte soddisfacenti a molte domande postegli su Boko Haram e sul ruolo della sua nazione: «L’ambasciatore ha detto che il modo in cui l’Islam è praticato nel suo paese è diverso dalla Nigeria perché i musulmani convivono pacificamente con gli altri. Ha detto che noi dovremmo incontrare il nostro governo per avere risposte sulle ragazze e ha negato che il suo paese stesse sostenendo o sponsorizzando Boko Haram».