CECENIA. Nuovi rimpatri di figli dei combattenti Daesh

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Prosegue il programma del presidente ceceno di rimpatrio delle famiglie dei miliziani caucasici di Daesh. Due bambini piccoli e la loro madre sono stati evacuati dalla Siria e sono stati portati a Grozny il 16 dicembre.

È lo stesso leader ceceno, Ramzan Kadyrov, a esporre i dettagli dell’operazione per recuperare la famiglia, come in precedenza, in un post su Instagram, ripreso da Sputnik.

«Un’altra operazione per salvare i cittadini russi dalla Siria e dall’Iraq ha avuto successo», ha scritto Kadyrov. «Venerdì sera, un aereo che volava da Istanbul, in Turchia, è atterrato all’aeroporto di Grozny. Tra i passeggeri c’erano due giovani autoctoni ceceni, Islam di dieci anni e Tanzila di otto. Erano stati portati in Siria dal padre, che si era unito alle fila dei terroristi Daesh nel 2015. Questa incoscienza criminale avrebbe potuto costare la vita ai bambini (…) Per volontà di Allah, i nostri sforzi sono stati coronati di successo e i bambini sono stati restituiti alla loro patria. Sono ora completamente al sicuro», scrive Kadyrov. «Abbiamo ripetutamente affermato che il nostro lavoro continuerà fino a quando tutti i nostri connazionali innocenti che si trovano in difficoltà in Siria o in Iraq non saranno salvati», ha sottolineato Kadyrov.

Si stima che un centinaio di donne e bambini siano stati rimpatriati dall’Iraq e dalla Siria con l’assistenza delle autorità cecene. Tra di loro ci sarebbero residenti delle repubbliche del Caucaso di Cecenia, Daghestan e Inguscezia, così come Bashkiria, Tver e Nizhnevartovsk, e i cittadini delle ex repubbliche sovietiche di Kazakistan e Uzbekistan.

Lo sforzo di salvataggio appoggiato dalla Cecenia è iniziato ad agosto, dopo che Kadyrov ha saputo della presenza in un rifugio per bambini di Baghdad di bambini russi i cui genitori si erano uniti a Daesh per poi essere abbandonati dai loro parenti dopo la liberazione di Mosul da parte dell’esercito iracheno. 

Tra il 2014 e il 2015, gli islamisti di almeno 86 paesi si sono recati in Siria e Iraq per unirsi ai terroristi, spesso portando con sé familiari. All’inizio di quest’anno, l’intelligence russa ha stimato, che almeno 4.000 russi e altri 5.000 cittadini delle ex repubbliche sovietiche stessero combattendo nelle file di Daesh.

Anna Lotti

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