CECENIA. Kadyrov resta al potere e cerca fondi

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Nonostante le annunciate dimissioni, Ramzan Kadyrov non avrebbe alcuna intenzione di dimettersi e starebbe cercando un’affermazione pubblica del suo potere dal Cremlino.

Il pretoriano di Putin starebbe sottolineando la sua importanza, davanti alle autorità centrali, come garante della stabilità nella regione meridionale della Federazione russa. 

I suoi annunci, riporta Rferl, servirebbero a fare pressione su Mosca e ad ottenere concessioni dal governo di Mosca sui finanziamenti federali per la regione, mentre il governo sta sfornando l’adozione del bilancio statale per i prossimi tre anni.

Al termine di un’intervista, trasmessa su Rossija 1, Kadyrov ha detto che era «il suo sogno» di lasciare il potere, dicendo che il lavoro è «molto difficile» e che «è il momento di cambiare nella Repubblica cecena». Ma riporta Rferl, si tratterebbe di un gioco tipico della politica russa nelle relazioni tra governo centrale e periferia. Putin ha nominato Kadyrov a capo della repubblica russa meridionale della Cecenia nel 2007, un posto che aveva governato dall’ombra per diversi anni dopo l’assassinio di suo padre perché era allora troppo giovane per avere ufficialmente l’incarico. 

Ex signore della guerra, vittorioso da due sanguinosi conflitti in Cecenia, Kadyrov è stato accusato di diffuse violazioni dei diritti umani, accuse che nega, mentre i suoi sostenitori gli attribuiscono il merito di aver portato ordine nella regione. Kadyrov ha minacciato i critici del presidente russo, descrivendoli come «nemici del popolo» e «traditori». Nel dicembre 2014, Kadyrov ha riunito migliaia di soldati armati in uno stadio di Grozny, e li ha descritti come “i fanti di Putin”, dicendo che erano pronti a svolgere qualsiasi missione non importa quanto difficile.

Già nel febbraio 2016, Kadyrov aveva annunciato l’intenzione di dimettersi a scadenza di mandato  alla fine di aprile. A maggio, Putin di nuovo ha nominato Kadyrov presidente ad interim della regione, concedendogli un altro termine e preparandolo per la rielezione avvenuta con circa il 97 per cento delle preferenza alcuni mesi dopo. 

Kadyrov cercherebbe regolarmente un feedback pubblico dal Cremlino così come l’ha avuto dopo la recente intervista attraverso la voce di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino.

Il 27 novembre, la Tass riportava: «Kadyrov ha ripetutamente detto che è, in termini figurativi, un membro abbastanza coerente e impegnato della cerchia di sostenitori di Putin e intende continuare a lavorare dove e come il presidente ordina».

Anna Lotti