Caracas 2017 come Homs 2011

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L’Alto Commissario dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha detto il 18 aprile che se il governo di Nicolás Maduro fornirà armi ai civili aggraverà le tensioni e i conflitti in Venezuela.

«Ciò che è necessario in questo contesto di conflitto è che la tensione si abbassi, non che aumenti, e avere più armi in strada rende più probabile che possano essere utilizzate», ha detto il portavoce dell’Ufficio, Rupert Colville, ripreso da Efe, «E dare armi ai civili comporta un rischio molto elevato», ha aggiunto.

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha annunciato ieri di aver approvato un piano per portare a 500 mila i membri della Milizia Bolivariana, che armata di fucili, è stata dispiegata in tutte le aree a difesa del paese.

«Un fucile per ogni miliziano», ha detto il capo dello Stato alla radio e alla televisione di stato. Il presidente ha detto che l’obiettivo finale «grande, e indispensabile» è quello di «andare a organizzare e a formare circa un milione di militanti (…) organizzati, addestrati e armati per difendere la pace» contro i presunti tentativi dell’opposizione di promuovere un intervento internazionale.

Colville ha ricordato all’esecutivo bolivariano che la libertà di riunione e di espressione è un diritto umano universale e quindi deve essere rispettata.

Ha poi detto rivolgendosi anche ai manifestanti di protestare “pacificamente”: «Ribadiamo che il governo non dovrebbe ordinare arresti di massa e indiscriminati e che il governo dovrebbe fare ogni sforzo per disinnescare la tensione».

Colville ha chiesto al governo Maduro di condurre «un’indagine imparziale» su tutti gli atti di violenza che si sono verificati nel contesto delle proteste e soprattutto su «quelli che hanno portato alla morte di persone (…) La situazione è molto volatile e ogni morte violenta deve essere studiata a fondo e in modo imparziale», ha ribadito, riferendosi alle sei morti violente avvenute durante gli scontri.

Sul sito del Psuv, Partido Socialista Unido de Venezuela, si può trovare una nota che chiama i cittadini a difendere attivamente la patria dagli interessi stranieri che la vogliono distruggere. La macchina degli attivisti chavisti prevede 60 mila motorizzati disposti lungo il corteo pronti a intervenire e che le mobilitazione del partito è una reazione alle provocazioni dell’opposizione.  Il corteo chavista partirà da Plaza Venezuela e arriverà a Avenida Bolivar con un percorso simile a quello del corteo  dell’opposizione.

Graziella Giangiulio