CANADA. Una città fantasma rinasce grazie alle auto elettriche 

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È proprio il caso di dire che il destino sta nel nome: Cobalto, città canadese 1100 abitanti era costruita una miniera di argento chiusa 30 anni fa con suo conseguente abbandono.  

Oggi la ricerca del metallo omonimo la sta facendo rinascere, riporta Bloomberg. La città è a 500 chilometri a nord di Toronto è piena di questo elemento biancastro, che diventa rosa se esposto all’aria, che era estratto come sottoprodotto dell’argento. Ora, la domanda globale di cobalto, componente delle batterie utilizzate per alimentare le auto elettriche prodotte dalle case automobilistiche principali da Tesla a Volkswagen, ha innescato una corsa al cobalto, proprio a Cobalto.

Fino a pochi anni fa le strutture e il terreno Cobalto potevano essere regalati, oggi con la crisi in repubblica Democratica del Congo le cose stanno cambiando velocemente. La Repubblica Democratica del Congo produce più della metà della produzione mondiale di questo minerale. La Cina e il Canada sono lontane secondo e terzo, ciascuna con circa il 6% dell’offerta, seguite da Russia e Australia, secondo i dati ufficiali canadesi. Ma l’elevato rischio paese nella RdC, e l’aumento della domanda, ha cambiatole cose per Cobalto. 

Si ritiene che la quantità di cobalto utilizzato nelle auto elettriche potrebbe facilmente raddoppiare nei prossimi 8-15 anni. Anche nelle ipotesi più pessimistiche, si sta pensando ad un divario del 20 per cento tra l’ offerta e la domanda di cobalto entro il 2025.

L’accresciuto interesse per il metallo è evidente a Cobalto: investitori, banchieri e gestori di hedge fund provenienti da Shanghai sono andati in Canada a vedere la città e a studiare le possibilità di sviluppo.

I giacimenti di cobalto come quelli di argento, sono quasi a cielo aperto. Solo nel 1911, circa un ottavo della produzione mondiale, veniva prodotto dalla città canadese, tanto che la città è costruita su un nido d’ape fatto di vecchie gallerie minerarie.

Le autorità locali sperano che il futuro minerario includa piani di sviluppo economico sostenibile legati proprio al metallo; quindi accanto all’estrazione anche una produzione di batterie per risollevare l’economia della città. 

Graziella Giangiulio