Politica canadese sui jihadisti di ritorno

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CANADA – Montreal 12/03/2016. Il centro di Montreal per la de-radicalizzazione ha appena ricevuto uno stanziamento supplementare di 500mila dollari da parte del governo provinciale, ma nella sua lista di clienti mancano i jihadisti di ritorno.

Recentemente, riporta il Montreal Gazette, il direttore del centro, Csis, Michel Coulombe, ha rivelato che circa 60 canadesi sono tornati in Canada dopo aver aderito a gruppi estremisti all’estero, tra di loro due degli otto giovani partiti per la Siria nel gennaio 2014. Coulombe ha detto che fina quando i rimpatriati saranno sotto la sorveglianza o saranno sottoposti a indagini da parte della Rcmp (Royal Canadian Mounted Police), il centro non potrà lavorare con loro. Secondo i dati ufficiali, 180 combattenti stranieri provengono dal Canada: 100 di loro in Turchia, Iraq o Siria; da poco un canadese è stato ucciso mentre combatteva con Ansar al-Sharia in Libia. Le cifre indicate, ha ricordato Coulombe in una audizione al Senato, non includono le persone che sostengono da casa i gruppi terroristici. Ufficialmente entro settembre 2014, il Canada Border Services Agency aveva trovato sospetti combattenti stranieri «in tutti i principali aeroporti e diversi (punti di accesso), sia in entrata che in uscita».
Il problema, riporta il giornale, è cosa fare quando rientrano: secondo Coulombe, circa 20 combattenti stranieri che sono tornati in Canada sono stati in grado di lasciare di nuovo il paese; per quanto riguarda quelli catturati mentre tentavano di lasciare il Canada per unirsi a un gruppo terroristico, solo due sono stati condannati. Nel 2014, Mohamed Hersi è stato condannato per aver pianificato di lasciare il Canada per unirsi ad Al-Shabab; arrestato all’aeroporto di Toronto Pearson nel 2011, è stato condannato a 10 anni di carcere. Inoltre, nel dicembre 2015, un adolescente a Montreal è stato il primo ad essere condannato in base al Combating Terrorism Act approvato nel 2013, perché voleva arruolarsi in Daesh. Il ministro della Pubblica Sicurezza Ralph Goodale ha detto che il problema di come perseguire i combattenti stranieri dovrebbero essere affrontati nell’ambito della revisione del quadro nazionale di sicurezza in Canada nelle prossime settimane. Da sua canto, la Rcmp non dice quanti combattenti stranieri sono tornati in Quebec, o il modo in cui vengono monitorati e controllati. La collaborazione tra polizia e centri di de-radicalizzazione è ferma.