CANADA. Il 58% dei canadesi sfida Trump

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La maggioranza dei canadesi vogliono che il premier Justin Trudeau abbia una posizione ferma con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, anche se questo significasse danneggiare le relazioni economiche tra le nazioni.

In un sondaggio pubblicato il 8 febbraio dal quotidiano The Globe and Mail si dice che il 58 per cento dei canadesi è pronto a rischiare una guerra commerciale con gli Stati Uniti, principale partner commerciale del loro paese, se Trump imponesse tariffe sulle esportazioni canadesi.

La pubblicazione del sondaggio è avvenuta lo stesso giorno in cui il ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland era a Washington per incontrare il Segretario di Stato Rex Tillerson allo scopo di rafforzare le relazioni del Canada con l’amministrazione Trump.

Trump ha detto che il North American Free Trade Agreement, tra gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, è “sleale” verso gli americani e che occorrerà rinegoziarne i termini per renderlo più favorevole a Washington, riporta Efe.

Il presidente Usa ha anche minacciato di imporre tariffe più elevate sui prodotti esportati dal Messico agli Stati Uniti, e il Canada e teme che le sue esportazioni possano anche essere colpite dal protezionismo del governo degli Stati Uniti.

Il sondaggio, condotto dalla Nanos tra il 28 gennaio e il 1 febbraio, ha interessato mille canadesi con un margine di errore del 3,1 per cento, ha anche scoperto che il 57 per cento dei canadesi ritiene che il loro governo sia in grado di proteggere gli interessi economici del paese durante qualsiasi rinegoziazione del Nafta.

Il primo ministro Justin Trudeau si recherà a Washington il 12 febbraio: «Sono ansioso di discutere il rapporto unico tra il Canada e gli Stati Uniti d’America e come possiamo continuare a lavorare insieme» ha detto Trudeau al Globe an Mail.

Il tema chiave all’ordine del giorno saranno sì relazioni commerciali, ma i colloqui toccheranno anche probabilmente la Russia, la lotta contro lo Stato islamico e il contributo del Canada alla Nato.

Graziella Giangiulio