CAMBOGIA. Tensione con il Vietnam per le espulsioni di massa

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Il governo cambogiano intende espellere migliaia di immigrati vietnamiti privi di documentazione legale corretta.

Il ministero degli Interni cambogiano all’inizio di questo mese ha ribadito l’intenzione di revocare permessi a 70mila persone sulla base del fatto che la documentazione era irregolare, i permessi sono stati emessi in modo errato.

La maggior parte delle persone colpite è di etnia vietnamita, molti dei quali sono nati in Cambogia, parlano khmer e hanno pochi collegamenti con il paese d’origine.

Coloro che si vedranno confiscati i documenti potranno rimanere in Cambogia solo se registrati nel censimento nazionale del 2002, secondo il dipartimento generale per l’Immigrazione cambogiano. Si tratta di un censimento problematico che secondo il governo aveva raggiunto solo il 70 per cento degli “stranieri” residenti. Non ci sarà alcun rimpatrio forzato per chi risulta negli elenchi del censimento del 2002, ma tutti i nuovi arrivati stanno rimandati indietro.

Negli ultimi anni l’arresto e l’allontanamento dei vietnamiti oltre frontiera è stata una politica regolare per le autorità cambogiane: dall’aprile 2014, più di 10.000 vietnamiti sono stati espulsi.

Se erano in possesso di documenti non regolari, venivano considerati stranieri clandestini in Cambogia, riporta Channel News Asia.

Coloro che dispongono di documenti, in particolare quelli che non hanno ancora ricevuto un decreto ritenuto necessario, possono rimanere, ma dovranno effettivamente essere privati di qualsiasi diritto garantito ai cambogiani. Il loro permesso di soggiorno durerà due anni e dovranno soddisfare determinati criteri per continuare a risiedere in quella che per molti è la loro patria.

Le autorità cambogiane danno loro due opzioni: possono chiedere lo status di immigrati o tornare nel loro paese. Ma questa regola non varrà per i nuovi arrivati. Gli adulti possono richiedere la cittadinanza dopo aver vissuto per sette anni in Cambogia, nonostante il tempo che hanno già trascorso nel paese.

I vietnamiti sono molto impopolari nel paese, una situazione legata alla storia tra i due paesi per decenni alimentata da politiche nazionaliste e xenofobe propagandate soprattutto dai partiti cambogiani di opposizione.

La migrazione è poi motivo di preoccupazione per molti cambogiani. La crescente presenza dei vietnamiti è spesso associata a un’immigrazione incontrollata, alla contrazione delle risorse e all’espansione del potere vietnamita, considerato come un’ invasione silenziosa.

Ciò ha significato che le politiche anti-Vietnam sono largamente popolari e hanno un basso rischio di offendere gli elettori. Con  elezioni nazionali fissate a luglio del prossimo anno, il calendario di espulsioni è preoccupante per Ong come Boat People Sos.

Ci sono ampie comunità vietnamite intorno al Tonle Sap, il lago d’ acqua dolce più grande della regione ma operazioni di espulsione fatte nella zona hanno visto migliaia di persone sfollate dalle loro case possedute da generazioni e costrette a tornare in Vietnam. Il governo afferma di seguire rigorosamente la procedura con il suo piano di confisca dei documenti, piuttosto che emarginare una minoranza. Ma la questione ha già attirato l’attenzione di Hanoi, che ha chiesto che i diritti legali dei vietnamiti siano rispettati. 

Graziella Giangiulio