Cambogia: a rischio la riforma elettorale

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CAMBOGIA – Phnompen. 27/02/15. A quanto si apprende dalla stampa cambogiana, la riforma elettorale ha preso una brutta piega.

Gli osservatori delle elezioni hanno accusato il primo ministro Hun Sen di usare le maniere forti, dopo aver minacciato di rottamare una legge di riforma elettorale, se non viene votata entro la fine del mese di febbraio, ovvero domani. In un discorso tenuto al un convegno annuale presso il Ministero degli Interni mercoledì, Hun Sen ha invitato il gruppo di lavoro per la riforma elettorale ad arrivare a una disposizione altrimenti scioglierà la commissione. Se il nuovo progetto di legge non includerà una proposta per evitare ciò che è successo nel 2013, e se non verrà completato entro domani, ha riferito Hun Sen, le disposizioni controverse andranno al Parlamento per un voto e questo lo vede favorito.
Koul Panha, direttore esecutivo del watchdog Comfrel per le elezioni, ha detto ieri che la posizione del premier era antitetica a tutto il punto della riforma elettorale. «Il partito di governo non può fare di una riforma elettorale una “cosa” personale. Se continua a a comportarsi così le elezioni non andranno bene, ci saranno ancora problemi», ha detto Panha.
Panha ha esortato entrambe le parti a mantenere la calma e a discutere le clausole ancora controverse della legge tra cui l’aggiunta e la nuova ripartizione dei seggi in parlamento, e le restrizioni sulle ONG. Il Fellow Hang Puthea, del gruppo NICFEC, ha accusato il Partito popolare cambogiano di Hun Sen di sovvertire i principi democratici. «Il disaccordo sui punti è una responsabilità di entrambe le parti, perché l’elezione appartiene a tutto il popolo; non appartiene alla [CPP],» ha detto, aggiungendo che l’invio di punti controversi all’Assemblea Nazionale per un voto pari sarebbe “dominio” del CPP. Hun Sen ha minacciato di tornare al vecchio comitato elettorale nazionale se il gruppo di lavoro non è riuscito a concordare nuova composizione.