Sei milioni di mine in Cambogia

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CAMBOGIA – Phnom Penh Post 13/03/2016. Le vittime delle mine in Cambogia sono diminuite del 28 per cento nel biennio 2014-2015, secondo i dati del governo mostrati dai media locali.

Secondo il Phnom Penh Post, i decessi da calpestamento di mine e ordigni inesplosi è sceso da 154 morti nel 2014 a 111 nel 2015, ha detto il vice capo della polizia nazionale Sous Ang Kea. Negli ultimi dieci anni, il Cambodian Mine Action and Victim Assistance Authority e il Cambodian Mine Action Center, o Cmac, hanno bonificato più di 1.400 chilometri quadrati di terreno dalle mine, attraverso squadre di smaltimento che hanno utilizzato cani, ratti giganti africani e strumenti elettronici per rilevare e rimuovere le mine. Anche se oltre un milione di mine antiuomo sono state estratte dal suolo cambogiano dal 1992, il territorio della nazione asiatica è ancora pieno di milioni di mine, il cui numero oscilla tra i sei e i quattro milioni, afferma Cmac, che gestisce anche programmi di sensibilizzazione pubblica per prevenire morti e feriti nella popolazione locale. «Le difficili condizioni di vita hanno portato all’abbandono dell’agricoltura. Le nuove generazioni, inoltre, non conoscono la geografia e affrontano inconsapevolmente dei rischi», riporta il quotidiano.
«Oltre a causare morte e lesioni, queste armi esplosive ostacolano la crescita economica, impedendo l’accesso sicuro alla terra», riferisce l’Ong Mine Action Group, che lavora in Cambogia dal 1992.
La Cambogia, paese in cui il 80 per cento della popolazione rurale dipende da agricoltura per la sopravvivenza, ha uno dei più alti tassi di operazione di amputazione causati da mine in tutto il mondo, con circa 40mila persone che attualmente vivono senza un arto.