CAMBOGIA. Accordo segreto con la Cina per una base navale

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Le forze armate cinesi avranno 30 anni di accesso esclusivo alla base navale cambogiana sul Golfo di Thailandia, di Ream, situata nella provincia meridionale di Preah Sihanouk. 

L’accordo segreto, che sarebbe stato raggiunto nella primavera di quest’anno, arriva in mezzo a un’accesa speculazione che la Cina abbia fatto pressione per costruire una base navale dual use in Cambogia, il più vicino alleato di Pechino nel sud-est asiatico, riporta il Wall street Journal.

Il governo cambogiano ha bollato come falsa la notizia del Wsj uscita il 21 luglio, poiché sarebbe così violato il concetto di sovranità presente nella costituzione del paese, riporta Asia Times. «Questa è la notizia peggiore mai inventata contro la Cambogia», ha dichiarato il Primo Ministro Hun Sen il 22 luglio ripreso da Fresh News: «Nessuna cosa del genere potrebbe accadere perché ospitare basi militari straniere è contro la costituzione cambogiana».

L’accordo permetterebbe alle truppe cinesi di utilizzare la base navale di Ream, per un massimo di 30 anni, con un rinnovo automatico ogni 10 anni. Attualmente la Cina ha una sola base navale straniera, a Gibuti. Una presenza navale cinese nel sud-est asiatico darebbe alla Cina una nuova presenza nella diatriba con gli Stati Uniti e i suoi alleati nel Mar Cinese Meridionale. Un accordo di questo tipo provocherebbe anche una serie di ripercussioni regionali: la Thailandia già ora è preoccupata per la presenza di truppe cinesi così vicino alla sua costa. Il Vietnam, che ha combattuto per anni contro l’espansionismo e la militarizzazione cinese nel Mar Cinese Meridionale, sarebbe probabilmente in armi.

Nel 2017, Phnom Penh ha cancellato le regolari esercitazioni militari congiunte Angkor Sentinel con gli Stati Uniti, e ora si impegna in esercitazioni di addestramento militare solo con la Cina. Hun Sen ha una presa sempre più forte sul suo esercito, il che significa che qualsiasi accordo navale con la Cina sarebbe necessariamente passato attraverso di lui. Suo figlio maggiore e probabile successore, Hun Manet, è stato promosso al secondo posto tra i funzionari più importanti dell’esercito cambogiano l’anno scorso, pochi mesi dopo che il partito popolare cambogiano al potere si assicurasse tutti i 125 seggi in parlamento. Il risultato ha creato problemi negli Stati Uniti e nell’Unione europea, perché il paese asiatico è diventato de facto uno Stato monopartitico, simile al sistema cinese dominato dal Partito Comunista cinese.

Maddalena Ingrao