CALENDARIO. Come ti disegno il tempo

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Tra settembre e dicembre tradizionalmente è il periodo adatto per regalare, comprare agende e calendari. Un modo molto contemporaneo di misurare il tempo. Ma da dove nasce la misurazione del tempo, visivo? Che origini ha il calendario? Quello italiano dipende dal calendario gregoriano, che oggi è il calendario civile accettato a livello internazionale ed è noto anche come calendario occidentale o cristiano.

Come è noto a tutti sul calendario il passare del tempo è misurato in base al moto della terra rispetto al sole. Il tempo solare è basato su un anno di 365 giorni diviso in 12 mesi di lunghezza irregolare. Ogni quattro anni è un anno bisestile, quando un giorno extra – o intercalare – viene aggiunto il 29 febbraio, rendendo l’anno bisestile nel calendario gregoriano di 366 giorni. Esistono inoltre i calendari lunari, come quello musulmano che si basa per il calcolo del tempo sul moto della luna. Questo calendario parte dal venerdì 16 luglio 622 del calendario giuliano, in cui fu compiuta l’Egira da Maometto (il 1° Muharram dell’anno 1), e si articola in 12 mesi lunari di 29 o 30 giorni; sicché un anno dura 354 giorni e, circa ogni tre anni, un dì in più. Questo per dire che il tempo non è poi così certo, ma è regolato per necessità umane.

Per tornare al calendario occidentale, troviamo subito una curiosità che mette in mostra la semantica che ogni cultura dà al tempo: il primo giorno della settimana per esempio è il lunedì in molti paesi europei, tra cui l’Italia, mentre negli Stati Uniti e il Canada, il primo giorno della settimana è la domenica. Non solo, il calendario gregoriano ha un antenato, il calendario Giuliano che è stato sostituito perché troppo impreciso. Non rifletteva correttamente il tempo effettivo impiegato dalla Terra per orbitare una volta intorno al Sole, noto come anno tropicale. La formula del calendario giuliano per calcolare gli anni bisestili ha prodotto un anno bisestile ogni quattro anni. Davvero troppo, fuori sincrono con le date fisse per eventi astronomici come equinozi e solstizi. Il nuovo calendario gregoriano ha portato ordine nel tempo permettendo il riallineamento con eventi come l’equinozio di primavera e il solstizio d’inverno.

E ancora apprendiamo dalla storia del tempo che l’anno della svolta fu il 1582 quando apparve con delle modifiche rispetto a quello Giuliano, il calendario Gregoriano. I primi paesi ad adottarlo furono quelli cattolici, come la Spagna, il Portogallo e l’Italia, che hanno rapidamente adottato le riforme del calendario di Papa Gregorio per i loro affari civili. Nei Paesi protestanti d’Europa, tuttavia, la gente temeva che il nuovo calendario fosse un tentativo della Chiesa cattolica di mettere a tacere il loro movimento. Ci vollero quasi 200 anni prima che l’Inghilterra e le colonie passassero all’Inghilterra e alle colonie quando un atto del Parlamento introdusse il nuovo calendario, anticipando la data dal 2 al 14 settembre 1752. Benjamin Franklin scrisse dell’interruttore nel suo almanacco: «…E che indulgenza è qui, per coloro che amano il loro cuscino, coricarsi in pace il secondo di questo mese e non svegliarsi forse fino alla mattina del 14». (Citato da Cowan, 29; Irwin, 98).

I Paesi ortodossi hanno seguito ancora più a lungo il calendario giuliano e le loro chiese nazionali non hanno ancora adottato il calendario di Papa Gregorio XIII. Infine, anche se il calendario gregoriano prende il nome da Papa Gregorio XIII, è un adattamento di un calendario disegnato da Luigi Lilio (noto anche come Aloysius Lilius), che fu medico, astronomo e filosofo italiano. Nacque intorno al 1510 e morì nel 1576, sei anni prima dell’introduzione ufficiale del suo calendario. Insomma un uomo che viaggiava più veloce del suo tempo. Ed ora a ognuno di noi spetta disegnare il suo tempo.

Graziella Giangiulio