Burundi: allarme rosso terrorismo

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BURUNDI – Bujumbura 05/11/2014. Tramite il suo ministro dell’Interno, il governo del Burundi ha dichiarato avere le prove della presenza terrorista sul territorio burundese.

In effetti, nei giorni scorsi sono stati fermati due giovani a Gahumo, nella provincia orientale di Cankuzo. I giovani interpellati proverrebbero dalla vicina Tanzania e il governo ha richiesto atti di civiltà da parte dei responsabili religiosi del paese al fine di evitare qualsiasi tentativo di attentato.
È utile ricordare che il Burundi è il secondo contributore della Missione di pace dell’Unione Africana in Somalia – AMISOM. Il Paese dell’Africa centrale contribuisce alla missione in Somalia con 5.432 unità, secondi in numero solo all’Uganda che contribuisce con 6.223 unità dell’esercito e 200 poliziotti. Attualmente il comando dell’AMISOM è proprio nelle mani di un burundese, il Generale Silas Ntigurirwa, che ha rimpiazzato recentemente il suo corrispettivo ugandese, il Generale Andrei Gutti.
Già più volte minacciato dagli Shebab somali di azioni dimostrative sia in Somalia che sul territorio burundese, il paese non è mai stato oggetto di attacchi terroristici. Per tale motivo il governo di Bujumbura ha indicato che avrebbe aumentato la sicurezza.
Nel corso degli ultimi anni il Burundi ha sviluppato le proprie forze armate per l’impiego in missioni all’estero. In particolare, oltre alla presenza in Somalia, le “Forces de Défense Nazionale – FDN” burundesi sono presenti all’interno della Missione di Stabilizzazione in Repubblica Centrafricana. Già presente Dall’inizio del 2014 nel dispositivo della MISCA (circa 6.000 uomini in tutto) con 850 uomini, nel giugno scorso il presidente Burundese Nkurunziza ha affermato di inviare su richiesta delle Nazioni Unite e dell’Unione africana ulteriori 730 uomini tra militari e poliziotti.