BURUNDI. Nuova crisi dimenticata per l’ONU

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Il Burundi potrebbe diventare una “crisi dimenticata”, dato l’aumento del numero di persone che lottano per la sopravvivenza ogni giorno. Così si sono espresse le agenzie delle Nazioni Unite insieme ai partner umanitari, lanciando un appello per il finanziamento teso a evitare un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria, riporta un comunicato Onu.

Dal 2015, oltre 400 mila rifugiati e richiedenti asilo sono fuggiti dalla nazione centrafricana, sfuggendo a violazioni dei diritti umani, all’incertezza politica e al deterioramento della situazione umanitaria. Oltre il 60 per cento di tale numero è fuggito in Tanzania, 254.000 rifugiati, e diverse migliaia in Ruanda, nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Inoltre, data la persistente volatilità della situazione, si teme che il numero totale dei rifugiati possa salire a 450.000 entro la fine del 2018. Gli sforzi umanitari per aiutare le persone bisognose restano però limitati, anche a causa della grave mancanza di finanziamenti.

Il Piano di risposta regionale Burundi per i rifugiati, che ammonta a 391 milioni di dollari, prevede una risposta mirata in questi quattro paesi e le risorse necessarie in ogni contesto; completamente finanziato, circa 430.000 persone ne beneficeranno fino al 2018. Il filo comune è garantire che la maggior parte degli sfollati che vivono nei campi profughi, circa l’85%, ricevano cibo, riparo e istruzione, nonché protezione dalla violenza sessuale e di genere.

I fondi serviranno anche a rafforzare i servizi sociali, le opportunità di sussistenza, la protezione e il ripristino dell’ambiente, nonché a fornire documentazione e formazione ai funzionari governativi sulla determinazione dello status di rifugiato.

Negli ultimi anni gruppi di rifugiati burundesi hanno deciso di tornare a casa, cercando di ristabilire la loro vita nelle loro comunità. Tuttavia, si trovano ad affrontare notevoli pressioni economiche e insicurezza alimentare. L’Unhcr e i partner non stanno promuovendo o incoraggiando il ritorno dei rifugiati in Burundi, l’agenzia sta lavorando con i governi competenti per assistere coloro che indicano di aver fatto una scelta libera e informata di ritornare volontariamente, per farlo in sicurezza e dignità.

Maddalena Ingrao