Ucciso in un attentato l’uomo forte del presidente Nkurunziza

40

BURUNDI – Bujumbura 02/08/2015. Adolphe Nshimirimana, uomo chiave della repressione seguita al fallito colpo di stato nel paese, assai vicino al presidente Pierre Nkurunziza, è stato ucciso il 2 agosto, con due missili lanciati contro la sua auto, nella capitale Bujumbura.

Adolphe Nshimirimana (nella foto) è stato diffusamente considerato, di fatto, il capo della sicurezza interna della nazione dell’Africa centrale e visto da alcuni analisti come il vice del presidente. Secondo Al Jazeera, la polizia e testimoni hanno detto che l’auto di Nshimirimana è stata colpita da due razzi poco prima di mezzogiorno. L’auto del generale, obbiettivo principale dell’attentato, secondo diversi testimoni riprovati da Afrik.com, è stata colpita da due razzi e poi fatta oggetto di raffiche sparate con armi automatiche. La Reuters riporta che il generale è stato colpito nel distretto di Kamenge a Bujumbura, insieme a tre delle sue guardie del corpo decedute nell’attacco. Il generale, sopravvissuto all’attacco è stato immediatamente ricoverato all’ospedale King Khaled di Bujumbura, dove poi è deceduto. Le forze dell’ordine hanno arrestato sette persone coinvolte nell’omicidio. La morte del generale Adolphe Nshimirimana ha provocato un’ondata di emozione in Burundi, in particolare nel mondo politico, riporta Afrik.com. Il capo della Commissione dell’Unione Africana Nkosazana Dlamini Zuma si è detta «inorridita» per l’assassinio, e ha condannato «questo atto barbaro che rischia di destabilizzare ulteriormente il paese». L’Ua ha esortato il governo del Burundi, i partiti politici di opposizione e della società civile «a lavorare insieme per trovare una soluzione duratura alla crisi attuale».

Adolphe Nshimirimana era l’ex capo dei servizi segreti prima di dimettersi nel novembre del 2014. Spesso presentato come il braccio destro del presidente, è stato consigliere speciale della Presidenza; da molti era considerato l’uomo che ha impedito il tentativo di colpo di stato a maggio, e l’autore della repressione degli ultimi mesi (nelal foto). Una settimana dopo la sua elezione, Pierre Nkurunziza, ora al suo terzo mandato ritenuto incostituzionale, perde uno dei suoi più fedeli alleati, mentre la sua vittoria è contestata sia in Burundi, mesi di proteste che ha lasciato almeno 100 morti e un tentativo di golpe a metà maggio, che nella comunità internazionale.