Burkina Faso media per il Mali

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MALI – Azawad. Mentre a Bamako regna un trambusto generale per l’organizzazione della forza multinazionale africana che dovrà aiutare il governo maliano a riprendersi il nord del Paese, proprio nella regione dell’Azawad l’attività politica e diplomatica internazionale cerca di imporre un dividi et imperat tra i vari gruppi per facilitare proprio lo svolgersi delle operazioni.

In effetti, a Bamako sanno bene che le truppe africane della Forza Africana in Attesa, nonostante una struttura di comando di prim’ordine e il supporto logistico e aereo occidentale, avranno vita dura contro dei jihadisti determinati, ben armati e soprattutto abituati a combattere nel deserto. Peraltro a Bamako sanno anche che il tempo stringe, perché a gennaio si scateneranno i venti del deserto che, di fatto, impediranno le operazioni aeree e limiteranno lo sviluppo delle operazioni a terra.

Per tale motivo, la mediazione del Burkina Faso, designata dall’Unione Africana, sta lavorando alacremente per tentare di dividere i movimenti che hanno preso il controllo del nord del Paese. In particolare, è notizia di pochi giorni fa che la delegazione del movimento Ansar Dine si è recata a Ouagadougou dove è stata ricevuta da Djibril Bassolé, il capo mediatore del Burkina Faso.

L’obiettivo della mediazione è di far sì che Ansar Dine prenda le distanze da al Qaeda per il Magreb Islamico – Aqmi e dal Movimento per l’Unicità e la Jihad in Africa Occidentale – Mujao. La mediazione ricercherebbe con Ansar Dine, così come il Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad – MNLA, una soluzione negoziata per un’uscita dalla crisi. Tale soluzione sarebbe paventata anche dall’Algeria, attore regionale essenziale per identificare una soluzione del conflitto.

Peraltro, è notizia recente proveniente dalla Mauritania che al Qaeda per il Magreb Islamico, nonostante i rinforzi affluiti nella regione del nord del Mali, starebbe preparandosi a dare battaglia, ma anche che teme l’intervento africano con il supporto occidentale.

La dichiarazione ad una fonte giornalistica mauritana avviene qualche tempo dopo un cambio al vertice del comando della zona sud di Aqmi. In effetti, l’algerino Yahya Abou Hamame ha rimpiazzato Nabil Makhloufi. Abou Hamane sarebbe presente nella zona di operazioni di Aqmi dal 2004.