I BRICS su ONU, Siria e FMI

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STATI UNITI D’AMERICA – New York, 30/09/2015. I ministri degli esteri dei paesi Brics hanno approvato le riforme del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite definendole necessarie per renderlo «più rappresentativo ed efficiente».

All’inizio del processo di riforma sia la Cina che la Russia si erano dette contrarie, la loro opposizione ha rischiato di mettere in stallo il processo di riforma. Il ministro degli Esteri indiano, riporta Sarkaritel, Sushma Swaraj e ministri degli Esteri di Russia, Sergey Lavrov, e della Cina, Wang Yi, assieme al rappresentante brasiliano, Mauro Vieira, e a quello sudafricano, hanno tenuto un incontro in vista dell’ottavo vertice Brics in India, sul quale Swaraj ha informato i colleghi. In una dichiarazione dopo il loro incontro, hanno chiesto anche una riforma del Fondo monetario internazionale, un processo bloccato dal Congresso degli Stati Uniti. I ministri hanno ribadito «l’urgenza di sbloccare la riforma del Fmi come misura per riformare la governance economica globale in maniera coerente con gli interessi e le esigenze dei paesi in via di sviluppo» di legge nella nota. I ministri hanno chiesto una tempestiva attuazione della Strategia per partenariato economico Brics, e il pieno funzionamento della nuova Banca di sviluppo e del Centro regionale africano. I continui conflitti in tutto il mondo hanno destato preoccupazione nei ministri perché avrebbero potuto «minare la stabilità e la sicurezza e fornire terreno fertile per le attività terroristiche e causare nuove ondate migratorie». Hanno avvertito che le organizzazioni estremiste che controllano gran parte di Siria e Iraq «costituiscono una minaccia diretta non solo per tutti i paesi del Medio Oriente, ma per tutta la comunità internazionale» e hanno chiesto sforzi comuni contro il terrorismo sotto l’egida Onu. L’India ha chiesto una rapida adozione della Convenzione globale sul terrorismo internazionale, che giace tra i provvedimenti da approvare in seno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, visto il mancato accordo alcune nazioni polemizzano sulla definizione di “terrorista”. 

Su due questioni, il conflitto siriano e la crisi in Ucraina, i ministri hanno appoggiato le posizioni assunte dalla Russia. Nella dichiarazione congiunta si legge che l’unico modo per porre fine al conflitto in Ucraina «è attraverso il dialogo politico inclusivo» e ha invitato tutte le parti a rispettare tutte le disposizioni degli accordi di Minsk adottati nel febbraio 2015; inoltre «hanno sottolineato la necessità di continuare a sostenere il processo di soluzione politica del conflitto in Siria sulla base del comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012».