BREXIT. Londra non si allineerà ai parametri UE, forti timori delle Camere di Commercio

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Il Cancelliere dello Scacchiere britannico Sajid Javid ha respinto le richieste delle imprese britanniche di allinearsi alle regole dell’Unione Europea una volta che il Regno Unito avrà lasciato l’Unione: «Non ci sarà l’allineamento, non ci sarà l’imposizione di regole, non saremo nel mercato unico e non saremo nell’unione doganale – e lo faremo entro la fine dell’anno», ha detto Javid ripreso dal Financial Times.

Diversi settori economici del Regno Unito hanno esortato il governo britannico ad allinearsi alle regole dell’UE per facilitare i controlli transfrontalieri dopo Brexit. Lo scorso ottobre, i produttori britannici hanno avvertito che uscire senza nuove regole commerciali in vigore avrebbe portato a «nuovi enormi costi e disagi», prosegue Financial Times.

Javid ha risposto che le imprese dovrebbero “adeguarsi” alla realtà di Brexit e che hanno avuto tre anni per prepararsi a nuovi accordi commerciali: «Ci sarà un impatto sugli affari in un modo o nell’altro, alcuni ne beneficeranno, altri no», ha detto Javid.

I settori che più probabilmente ne risentiranno sono quello farmaceutico, automobilistico, aerospaziale e dell’industria alimentare e delle bevande, riporta Dw

Le Camere di Commercio Britanniche hanno dichiarato che le imprese sono disposte ad accettare l’approccio Brexit del governo, ma che hanno bisogno di maggiore chiarezza sui loro piani. «L’incertezza circa l’entità della divergenza rischia che le aziende spostino la loro produzione altrove», hanno dichiarato.

Il Regno Unito lascerà ufficialmente l’Unione europea il 31 gennaio. Durante la fase di transizione, le due parti avranno tempo fino alla fine del 2020 per definire un accordo sulle loro future relazioni commerciali.

Il Primo Ministro Boris Johnson ha detto che non chiederà una proroga, anche se Bruxelles ha detto che non è realistico elaborare e approvare un nuovo accordo commerciale in soli 11 mesi. Javid presenterà il suo primo budget l’11 marzo, che includerà piani di investimento in infrastrutture nelle Midlands e nel nord dell’Inghilterra. Si tratta di aree tradizionalmente laburiste che hanno contribuito ad assicurare una vittoria schiacciante ai conservatori di Johnson durante le elezioni generali del 12 dicembre.

Lucia Giannini